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Asili nido aziendali in Italia: le aziende virtuose nel deserto del welfare femminile

Solo qualche giorno fa Rai Uno ha rivelato la storia poco nota di una delle imprenditrici italiane più avanguardistiche del nostro tempo, Luisa Spagnoli, fondatrice della Perugina insieme alla famiglia Buitoni. Fu lei quasi cento anni fa a cominciare ad introdurre in Italia il welfare aziendale al femminile, costruendo nello stabilimento dolciario di Fontivegge uno dei primi asili nido aziendali. Mentre gli uomini erano in guerra infatti furono sole donne a portare avanti la celebre azienda di dolciumi di Perugia; mogli e madri riuscirono nel loro intento anche grazie alla possibilità di allattare i loro bambini durante l’orario di lavoro, senza doversi spostare dall’azienda e senza perdere denaro dallo stipendio, oltre che sicure che i loro bambini fossero in buone mani e vicino a loro.

L’idea di Luisa Spagnoli fu tanto innovatrice quanto utile non solo alle lavoratrici ma anche all’azienda. Un unione di scopi che le aziende odierne paiono aver dimenticato. Sono sempre di più infatti le donne che, un volta diventate madri, sono costrette a lasciare il lavoro o a ripiegare su un part time per mancanza di aiuti da parte delle aziende. Gli asili nido pubblici sono davvero pochi rispetto alla reale necessità e fin troppo spesso le famiglie sono costrette a ripiegare su quelli privati che possono avere rette fino a 600 euro; costi impensabili anche per una famiglia con due stipendi nella media italiana. A questo infatti bisogna aggiungere gli orari impossibili da far coincidere con quelli delle madri lavoratrici se non con l’aiuto di nonni o babysitter (a pagamento).

Sono delle vere e proprie “mosche bianche” le grandi aziende che hanno seguito l’esempio di Luisa Spagnoli costruendo un asilo nido aziendale che permette alle madri di avere i propri figli vicino, sapendo che sono seguiti da persone competenti e soprattutto con rette ragionevoli. Tra queste aziende virtuose c’è ad esempio ATM, Azienda Trasporti Milanesi, che ha provveduto alla riqualificazione di aree adibite a depositi aziendali, aprendo tre piccole strutture su diversi punti di Milano (Baggio, Leoncavallo e Precotto) per un totale di 68 posti. Tra le altre aziende che spiccano nell’incentivare il welfare aziendale al femminile c’è Artsana Group, fondatrice anche del marchio Chicco. L’azienda nel 2006 ha inaugurato l’asilo aziendale “Il villaggio dei bambini” che accoglie dalle 7.30 alle 19.o0 i bambini dei lavoratori della propria azienda ma anche dei residenti in Grandate (Co) dove ha sede l’azienda. Esistono inoltre molte aziende più piccole che per creare asili nido aziendali a costi ragionevoli hanno unito le forze; è questo il caso ad esempio del “Bambini Bicocca” che ospita i figli dei dipendenti dell’Università Bicocca di Milano, della Pirelli & C spa (società di pneumatici), della Pirelli Real Estate spa (società che gestisce fondi immobiliari) e della Deutsche Bank AG.

Credit Foto:  Photographee.eu / Shutterstock

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