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Asili nido, per l’Istat solo 12 bambini su 100 ne usufruiscono, con grave divario tra Nord e Sud

L’esigenza di trovare un asilo nido per il proprio bambino è impellente dato che settembre ormai è alle porte, ma i bambini che riescono a trovare posto in strutture pubbliche o private sovvenzionate da comuni sono davvero pochissime: solo il 17,5% al Centro, poco meno nel Nord-Est e appena il 3,6% al Sud. Queste le percentuali diffuse all’Istat, che ha pubblicato il rapporto sull’offerta da parte dei comuni di asili nido e di altri servizi per l’infanzia. La presenza di queste strutture in Italia è, decisamente, a macchia di leopardo: al Nord-Est i Comuni garantiscono il 76,3% della copertura, con punte di oltre l’84,5% in Emilia Romagna, mentre nel Mezzogiorno d’Italia la presenza di questi servizi è garantita solamente nel 22,5% dei Comuni.

asili nido solo 12 bambini su 100 ne usufruiscono

Copertura, però, non corrisponde a utenza servita, può accadere che un comune ha un unico asilo con 100 posti e quelli rimangono a prescindere dal numero dei piccoli concittadini da accogliere. In alcune regioni d’Italia come la Calabria, in solo 8 Comuni su 100 vi è la presenza di asili nido, col risultato che non più di due bambini su 100 possono frequentarli. La mappa della distribuzione geografica sul territorio nazionale che fornisce l’Istat configura un’autentica ingiustizia sociale e i piccoli che vengono iscritti alle strutture pubbliche sono in costante aumento, conseguentemente anche la spesa: tra il 2004 e il 2012 le iscrizioni sono cresciute del 36% (52mila unità in più), la spesa è salita del 48%. Anche se tra il 2011 e il 2012 sono calati i posti disponibili, infatti nell’ultimo anno di riferimento (2012-2013) le iscrizioni sono diminuite lievemente.

Secondo L’Istituto di statistica i bambini iscritti in un asilo nell’anno 2012- 2013 sono stati 198.705 fra pubblici e privati convenzionati. Gli enti locali hanno speso complessivamente 259 milioni di euro, la rimanente parte, per arrivare a quota un miliardo e 559 milioni, e cioè il 19,2% del totale, lo hanno sborsato le famiglie con le quote d’iscrizione. La situazione non migliorerà, dal momento che la redistribuzione delle risorse da Regioni a Comuni, in applicazione dei parametri standard, per il prossimo anno contribuirà a cristallizzare lo status quo: meno asili si hanno sul territorio, meno risorse si riceveranno. Così la soglia raccomandata dall’Europa già nel 2010, di almeno un terzo dei bambini serviti, è largamente disattesa con conseguenze enormi conseguenze negative sull’occupazione femminile.

Nata e cresciuta in Sicilia. Studi classici e giuridici, lettrice appassionata di poesie e letteratura. Convinta sostenitrice che esiste una seconda possibilità in ogni campo anche per l'Italia.

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