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Asl di Bari, lettera alla paziente dopo operazione “Le auguriamo sia il suo unico aborto”

Sta facendo discutere il web un documento rilasciato dall’Asl di Bari a una paziente in merito all’operazione che le ha consentito di interrompere la gravidanza presso l’ospedale Fallacara-Di Venere: si tratta di un messaggio indirizzato non solo a lei ma, simbolicamente, a tutte quelle donne che decidono di abortire. Dopo le polemiche degli ultimi giorni in merito agli obiettori di coscienza, che in Italia rappresentano una fetta molto ampia di medici, ecco un’altra storia di pressione e ingerenza nei confronti delle donne che decidono di seguire questa strada.

La lettera dell’Asl di Bari si apre con questo incipit a dir poco vessatorio nei confronti della paziente: “Gentile signora su sua richiesta è stata sottoposta a ivg. Le auguriamo che l’intervento cui è stata sottoposta in data odierna rimanga unico.  L’ivg ha delle implicazioni di ordine morale, sociale e psicologico e non solo una mera procedura chirurgica o farmacologica ma un rischio per la stabilità emotiva della donna con possibili ripercussioni sul piano relazionale. Perciò, si dovrà adottare un valido metodo contraccettivo affinché la vita affettiva e sessuale possa svolgersi serenamente“.

Ancora una volta ci si trova davanti all’ingerenza di chi, con le scelte personali altrui, non c’entra proprio nulla. Farne una questione di ordine morale è oltremodo opinabile e deleterio per quelle donne che decidono coscienziosamente di seguire questa strada; un percorso difficile a priori e nel quale non vi è bisogno alcuno di dire la propria. Con il diritto all’aborto, sancito dalla Legge 194 del 22 maggio 1978, non viene solo data la possibilità di usufruire legalmente e in totale sicurezza di questa pratica, ma viene garantito alle donne il diritto di poter scegliere.

Durissime le reazioni sul web e da parte della Cgil che chiede il ritiro immediato del documento. Antonio Mazzarella, segretario della Cgil Medici, risponde senza mezzi termini: “Ci mancava pure questo terrorismo psicologico da anni ’60 del secolo scorso. È sconcertante, vanno presi provvedimenti severi per chiudere questa faccenda. Bisogna anche capire se è una pratica diffusa negli altri reparti in cui si pratica l’ivg. Il direttore sanitario, deve approfondire. Non bastavano i livelli estremi di obiezione di coscienza raggiunti nei reparti di ginecologia. L’aborto è una scelta pesantissima, queste pressioni sono davvero inammissibili. Servirebbe un’ispezione ministeriale“.

La direttrice sanitaria dell’azienda, Silvana Fornelli, ha fornito i suoi chiarimenti: “Farò un approfondimento per capire quante volte è stato utilizzato e perché e di conseguenza di creare un documento di dimissioni che sia asettico e che dia solo indicazioni terapeutiche. Quello è un vecchio documento risalente ad anni fa. Posso assicurare che ora nel reparto si lavora alacremente per rispettare la legge. Tuttavia quel testo, che di sicuro poteva essere scritto meglio, non era un ammonimento nei confronti della donna o un’ingerenza nella sua vita privata, ma un’esortazione a seguire il percorso della prevenzione“.

[dicitura-articoli-medicina]

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