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Assistente sessuale: Gavino Fadda e l’affettività negata ai disabili in italia

Gavino Fadda, un disabile residente in Sardegna, ha lanciato sardonicamente un appello dal suo profilo Facebook: “Voglio andare a vivere in Germania!”. Parafrasando Toto Cotugno, che però era solo stanco di una vita frenetica in città, questo vivace quarantaquattrenne che a causa di una malattia si trova su una sedia a rotelle, rivendica il suo diritto a poter fruire di un servizio di “assistenza sessuale” che nei paesi del nord Europa e in America è una pratica molto diffusa. In Italia il 28 gennaio dell’anno scorso è stato costituito un comitato promotore che ha lo scopo di “progettare, realizzare e sostenere un’iniziativa di legge popolare […] per promuovere il riconoscimento delle pratiche di assistenza sessuale”, ma restano ancora molti passi da fare prima che il progetto diventi legge.

gavino fadda

La figura dell’assistente sessuale, per chi non ne avesse mai sentito parlare, si concretizza in una donna che a scopo terapeutico e sotto compenso guida i disabili attraverso la scoperta della loro sessualità, cosa che da soli o senza una persona preparata non potrebbero fare. Ancora più concretamente, questa figura, dopo aver svolto delle lezioni teoriche, inizierà il paziente alla pratica amorosa. C’è il rischio che il nostro paese non sia ancora pronto per accogliere una simile novità, ma è un rischio che vale la pena correre; nessuno si pone davanti alla sofferenza che un disabile può provare per l’assenza totale dalla propria vita di una componente importante come la sessualità; l’essere umano non è fatto per sopravvivere, è fatto per vivere, crescere, conoscere, emozionarsi, arrabbiarsi, amare, odiare e gioire, e nessuno dovrebbe avere tanto potere da stabilire che chi è stato svantaggiato per opera di madre natura debba restare tale per sempre. Non bastano una sedia a rotelle e qualcuno che ti aiuti a mangiare, vestirti e lavarti per sentirti pienamente realizzato.

Il signor Fadda ha dovuto compiere un gesto di coraggio per chiedere una cosa che alla maggior parte delle persone è concessa per nascita, dovremmo esserne più consapevoli, e ognuno nel proprio piccolo porre le basi affinchè la società che lo circonda possa prepararsi all’arrivo necessario e indispensabile di questo vento dell’est.

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