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Assistenza domiciliare agli anziani: dire addio a fai da te e lavoro in nero per la sicurezza dei propri cari [INTERVISTA]

Trovare una badante competente e che si prenda cura degli anziani della famiglia in mancanza di possibilità di farlo per figli o nipoti non è mai semplice; si tratta di trovare la persona giusta a cui affidare la propria mamma o il papà, ormai anziani, e quindi anche fragili e bisognosi di cure e attenzioni. Come è possibile farlo in sicurezza e con la certezza che i nostri cari verranno trattati nel migliore dei modi? Mentre in Italia dilaga il fai da te e soprattutto il lavoro in nero, Urban Donna ha intervistato il CEO di Assistenza Amica, Giuseppe Encedi, che ci racconta come è possibile trovare una persona professionale e affidabile per l’assistenza domiciliare agli anziani. 

Ci può spiegare di cosa si occupa Assistenza Amica?
Assistenza Amica è una società che opera dal 2011 nell’assistenza domiciliare per anziani, siamo nati a Piacenza ma siamo attivi in quasi tutta la Lombardia, a breve apriremo le ultime due filiali a Sondrio e Lecco entro i primi mesi del 2017. La nostra attività principale è appunto l’assistenza domiciliare ad anziani; abbiamo uffici dove sono presenti giovani impiegati che coordinano le richieste di assistenza delle famiglia con le disponibilità dei collaboratori familiari che vengono proprio presso le nostre sedi a fare domanda di lavoro. Le famiglie stipulano con noi un contratto di assistenza, di ascolto: hanno ad esempio un operatore che li ascolta in caso di problematiche.

Purtroppo fin troppo spesso si ascoltano casi di badanti che abusano delle persone anziane che sono loro affidate, anziché accudirle: come è possibile per le famiglie tutelarsi?
Siamo consapevoli dei rischi che oggigiorno ci sono per quel che riguarda l’assistenza domiciliare, soprattutto quando la famiglia individua da sé una badante o un collaboratore familiare: si tratta infatti dei casi maggiormente a rischio. Assistenza Amica tutela le famiglie a livello contrattuale perché prevediamo clausole per cui tutte le cause di lavoro o per qualsiasi contenzioso sono a spese della società. Inoltre la famiglia con noi ha molte possibilità di flessibilità: se per qualsiasi ragione, ovviamente con giusta causa, il collaboratore non andasse bene è sufficiente una richiesta di sostituzione per avere un nuovo collaborare. D’altra parte anche il collaboratore è tutelato: purtroppo ci sono ad esempio anziani che per tipologia di malattia o di carattere trattano male il collaboratore e pertanto si può richiedere di essere sostituiti e mandati presso un’altra famiglia. Questa flessibilità, che spesso tra privati non c’è, garantisce di trovare l’equilibrio in quasi tutte le situazioni.

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Può spiegarci come funziona il modello 231?
I modelli organizzativi 231 fanno parte della legislazione italiana; non sono obbligatori, la legge non obbliga le aziende a utilizzarli ma se utilizzati sono una garanzia in più perché tutelano tutti i protagonisti del processo produttivo di un’azienda: i lavoratori, le famiglie, gli impiegati come gli organi dirigenti da rischi di reati che potrebbero incorrere. Ad esempio: questo settore è estremamente incentrato sui lavoratori stranieri, quasi tutti. A volte c’è il rischio che i documenti di soggiorno possano essere contraffatti o del tutto falsi: grazie a questi modelli organizzativi, noi abbiamo delle procedure interne che certificano tutto e si va a fondo di ogni documento. Una cosa che una famiglia, da sola, può fare fino ad un certo punto perché non ha quella struttura organizzativa per verificare anche queste cose.

Malgrado questi pericoli, ancora la maggior parte delle famiglie cerca una badante privatamente: come mai?
Ci sono certamente più ragioni per questa inclinazione al fai da te. Principalmente è una questione di costo perché il fai da te implica molto spesso la ricerca di persone in nero che ovviamente ha costi più bassi ma che non dà nessun tipo di tutela né per il lavoratore né per le famiglie. E’ ovvio che l’agenzia, per garantire certi tipi di servizi, ha costi più elevati. Questa è certamente la questione principale; ovvio anche che questo tipo di situazioni espongono a rischi più elevati. Assistenza Amica sta crescendo molto e in questo campo si sta cercando di sensibilizzare ulteriormente: si sta prendendo sempre più coscienza del fatto che affidarsi a professionisti può essere certamente più oneroso ma si è anche più tutelati.

A proposito di costo, rivolgendosi a voi la famiglia ha la possibilità di scegliere una fascia di prezzo più idonea alla propria situazione economica?
No, il costo è sempre il medesimo, ma è possibile scaricare la retta nel 730 proprio in base alle condizioni dell’individuo. Ad esempio se c’è un grado di invalidità più elevato ci sono degli scaglioni di detrazioni maggiori. E’ un modo in ogni caso per facilitare le famiglie che, anche quando vogliono assumere secondo la legge, hanno difficoltà a trovare il contratto idoneo oppure non dichiarano tutte le ore di lavoro e così via. E ciò espone le famiglie a cause onerose nel caso in cui lavoratore volesse poi rivendicare i propri diritti.

Grazie

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