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Assorbente interno imbevuto di vodka: la nuova aberrante tendenza dei giovani

Si parte sempre coi migliori propositi: da “questa sera non esco”, a “ok, giusto due salti ma torno presto” fino a “d’accordo, vengo ma non bevo”. Il giorno seguente ci svegliamo con lingua felpata, cervello in fase di ripresa sulle note dei tamburi di Jumanjii, pulsanti occhi lucidi e un solo pensiero in testa: da oggi mi do una regolata. Taaaac: altro giro, altro regalo. Ritenta: sarai più fortunato!

In effetti devo ammetterlo: capita. Capita di alzare il gomito più del dovuto. Capita quel bicchiere in più che fa la differenza. Capita di non avere mezze misure, ecco. Capita. Non abbiamo ucciso nessuno, se proprio dobbiamo dirla tutta. Mah, forse qualche mio neurone avrebbe da ridire su quest’ultima affermazione…

Poi mi arriva un link segnalatomi dal mio fratellino Fabietto (adoro questo spirito di collaborazione dei miei amici che tendono a segnalarmi le chicche da prendere in considerazione per l’articolo del lunedì). Vi ricordate quell’abominevole moda made in England dal nome “eyeballing”? Si fa aderire all’occhio l’imboccatura della bottiglia carica di vodka o qualche intruglio superalcolico. Pupille dilatate e vodka in versione collirio. Shot! Ciglia fradice e trucco colato alla Marilyn Manson nei tempi peggiori. Et voilà: la sbornia è servita! L’alcol filtra attraverso le mucose ed entra nel flusso sanguigno: l’effetto è immediato. Bravi pirla! Non ci arrivano da soli a capire che l’occhio subirà danni irreparabili? Non penso ci voglia il genio della lampada per capirlo… Il gastroenterelogo Emanuele Scafato – epidemiologo dell’istituto superiore di Sanità e presidente della Società italiana di alcologia – l’ha fatto capire senza troppi giri di parole: “l’occhio risulta immediatamente danneggiato sia per un danno meccanico diretto alla cornea, sia attraverso una ischemia dovuta allo scarso afflusso del sangue a causa della compressione. Ma non è tutto. Quando si versa l’alcol la situazione peggiora. Il contatto con il liquido fa molto male irrita la congiuntiva e peggiora l’abrazione della cornea già danneggiata.  In funzione di quantità di alcol e di durata dell’esperienza si può arrivare immediatamente alla cecità irreversibile”.

Ma evidentemente qui si parla ad una massa di cerebrolesi, a giudicare dall’ultima deprecabilissima tendenza a stelle e strisce del momento. Pochi agghiaccianti ingredienti: un assorbente interno e vodka – o qualsivoglia superalcolico. Le zone prese di mira sono ovviamente quelle più intime (vagina e retto). L’idea malsana, come vi dicevo, è quella di far entrare in circolo nella maniera più rapida possibile l’alcool.

Qualcuno mi spiega qual è il problema di quest’ultima generazione? Non ci arrivano da soli a capire che l’alcool somministrato in quella maniera disumana distrugge letteralmente le membrane vaginali? Non penso davvero ci voglia un indovino…

Saremo stati sfigati noi, probabilmente. Noi, da sempre riusciti a tirar fuori le migliori serate da un buon bicchiere di vino, una chitarra carica di Vasco e Ligabue, un Trivial sul tavolo che non avrebbe mai visto un vincitore e quella vecchia volpona di Mrs Plumb nella sala da pranzo con la rivoltella in attesa di essere scoperta. Noi. Ruvidi di vissuto, impolverati di sogni senza fine, pulsanti di progetti e in astinenza di condivisione di pensieri con gli amici di sempre. Noi. Che il vero sballo riusciamo a trovarlo nelle labbra di quella persona che aspettiamo da sempre, nell’ufficio del capo che finalmente approva il nostro lavoro, nel post-it “Tvb” di nostro nipote, nel brindisi davanti all’altare della nostra migliore amica, nei fini capelli in fase di ripresa del nostro amico uscito dalla chemio o semplicemente nell’anniversario dei nostri genitori.

Conclusione, amici miei: l’assorbente interno rimarrà un mero e semplice salvavita in quei cinque giorni al mese, 24 ore su 24. Andare a trovare un uso alternativo in cerca di “emozioni” non merita ulteriori commenti. Per quanto concerne l’eyeballing, invece, mi piacerebbe chiuderla così, oggi.

Un giorno un’amica, prima del mio lungo viaggio verso gli Stati Uniti, mi disse: “Riempiti gli occhi di immagini… Quando torni voglio vederti cambiata”. Non permetterei mai a niente e a nessuno di rovinarmeli… Ci ho messo così tanto a caricarli!

 

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