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Assunzioni 2017 enti locali: concorsi e lavoro nella pubblica amministrazione, ecco cosa cambia

Come superare il problema annoso del precariato nella pubblica amministrazione? Il 2017 sarà l’anno delle assunzioni negli enti locali, come prevede il piano straordinario messo a punto dal Ministro della semplificazione Marianna Madia per superare il precariato (rispondendo, peraltro, a una richiesta proveniente dall’Europa) e al tempo stesso valorizzare le professionalità che lavorano nel pubblico.

Il primo criterio-guida sarà l’anzianità: per essere assunti sarà necessario aver prestato tre anni di servizio presso l’amministrazione pubblica, anche non continuativi (ricordiamo ai lettori che tre anni sono il tetto massimo di rinnovo di contratto a tempo determinato anche nel privato). Un punto interrogativo riguarda però il lasso di tempo entro cui calcolarli: elemento importante per definire la platea dei lavoratori interessati.

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Il piano, che garantirà assunzioni nel triennio che va dal 2018 al 2020, prevede due azioni: 1) offrire assunzioni a tempo indeterminato a chi è già impiegato in un ente locale a tempo determinato, essendo stato selezionato tramite concorso; 2) permettere alle amministrazioni di aprire bandi che riservino almeno il 50% dei posti a personale interno. In altre parole chi ha già fatto un concorso potrà essere assunto senza dover partecipare a ulteriori bandi, chi lavora già all’interno di una pubblica amministrazione potrà contare su una quota di posti “di riserva” per aspirare a essere stabilizzato.

In apertura: foto tratta dalla pagina Facebook di Marianna Madia

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