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Atletica Alex Schwazer doping, la Procura vuole vederci chiaro: ecco cosa è successo

Il caso Alex Schwazer rischia di passare alla storia come un nuovo “complotto” realizzato ad arte da un mondo sportivo pervaso da corruzione e malaffare. A darne notizia, nella giornata di oggi, è il quotidiano La Repubblica che riporta delle rivelazioni scottanti da parte di Sandro Donati, allenatore di Alex Schwazer, che nei mesi passati ha ricevuto due telefonate tutt’altro che chiare. Il 7 maggio scorso, a poche ore dalla Coppa del mondo di marcia di Roma sui 50 chilometri. Donati sta dormendo ma viene svegliato da una telefonata: è di un giudice internazionale di marcia “molto vicino a Sandro Damilano”. L’uomo lo implora: “La prego, glielo dica (ad Alex Schwazer) ancora una volta fino a prima della gara, possibilmente lasci vincere Tallent.” Jared Tallent è il marciatore australiano che proprio su Schwazer aveva dichiarato: “Lui è la vergogna d’Italia, ora rientra lui e poi i russi: così è come ridere in faccia agli atleti puliti”. Il giorno dopo la telefonata mattutina – e dopo 3 anni e 9 mesi di squalifica – Alex Schwazer trionfa alle Terme di Caracalla. Seconda prestazione mondiale stagionale con 3h39’00, dietro di lui Tallent a più di tre minuti e mezzo. Il 23 maggio, cinque giorni prima della gara di La Coruna sui 20 chilometri, arriva la seconda telefonata: è sempre lo stesso giudice internazionale di marcia che richiama l’allenatore di Schwazer. Questa volta gli suggerisce di non rispondere agli attacchi di alcuni atleti: “Non andare a cercare disgrazie con i due cinesi che sono da 1 ora e 17 minuti.” A La Coruna il marciatore altoatesino arriverà secondo dietro il cinese Whang Zhen.

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Alex Schwazer, trovato positivo al testosterone il 1 gennaio 2016, ma di cui ha avuto notizia solo il 21 giugno, con una difesa incomprensibilmente negata ad oltranza dalla Federazione internazionale di atletica. Alex Schwazer e i suoi avvocati non hanno mai potuto discolparsi davanti ai giudici, fornire controprove, rappresentare le proprie ragioni. Lo faranno soltanto il 4 agosto prossimo a Rio, luogo e data imposti dalla stessa Federazione Internazionale di Atletica che si è sottratta all’udienza che si sarebbe dovuta svolgere a Losanna proprio oggi. Un caso che, come riporta “La Repubblica” ha convinto la presidente della commissione antimafia, Rosi Bindi, a convocare il 14 luglio scorso Sandro Donati a Palazzo San Macuto – audizione secretata – e che ha portato lo stesso allenatore di Schwazer a presentarsi qualche ora dopo nelle stanze del procuratore capo Giuseppe Pignatone e del suo aggiunto Lucia Lotti.

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Nei prossimi giorni, sempre il quotidiano “La Repubblica”, pubblicherà un documentario dal titolo Operazione Schwazerle trame dei signori del doping, 20 minuti che ricostruiscono tutte le stranezze del controllo di Capodanno effettuato a Racines e i clamorosi casi di corruzione che coinvolgono i vertici della federazione internazionale. E poi medici “supervisori” per l’antidoping sotto processo per avere favorito il doping.

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