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Atoms for Peace di Thom Yorke, recensione del concerto di Milano (mercoledì 17 luglio)

All’Ippodromo di Milano il rock sperimentale incontra l’elettronica con gli Atoms for Peace, recente progetto musicale capitanato dall’eclettica mente dei Radiohead, ovvero Thom Yorke. Il gruppo consiste in un curioso ed interessante mix di musicisti provenienti da alcuni dei gruppi più noti della scena musicale internazionale: oltre a Yorke troviamo infatti Nigel Godrich (storico produttore degli stessi Radiohead),  Flea (bassista dei Red Hot Chili Peppers), Joey Waronker (batterista di REM e Back) e Mauro Refosco (percussionista nei tour di David Byrne e Red Hot Chili Peppers).

Thom Yorke

La band, nata quasi per caso nel 2009, ha poi deciso di prolungare il proprio sodalizio artistico negli anni arrivando a registrare l’album d’esordio Amok, presentato dal vivo proprio durante il tour in corso. Il curioso nome della band deriva dal discorso del presidente americano Eisenhower circa l’utilizzo pacifico dell’energia nuclare.
Ad aprire il concerto ed a scaldare adeguatamente i presenti salgono sul palco gli Owiny Sigoma Band, gruppo che unisce suoni elettronici e musica afro-beat.

L’atmosfera meneghina è di quelle suggestive, dall’ipnosi elettronica traspaiono i nudi tratti della voce di Thom che sanno essere struggenti ed intensi come d’abitudine; tra le basi ripetute ed i suoni dei campionatori nascono vere e proprie sessioni improvvisate. Grande ritmo e in più di occasioni la platea si trasforma in una grande dancefloor. Le sonorità proposte e la voce del front-man riportano allo stile Radiohead e alla band pare giovare la mancanza di un progetto a lungo termine. Yorke e soci si godono il momento e fondono le rispettive ed importanti esperienze. Un progetto davvero interessante che anche dal vivo conserva grande fascino.

bandiera USA

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