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Attacchi di panico: 10 cose che chi soffre d’ansia smette di fare

Quando si soffre di attacchi di panico, molte delle nostre azioni quotidiane vengono eliminate per paura che una nuova crisi possa coglierci di sorpresa. Sentiamo il bisogno di tenere sotto controllo ogni singolo istante della giornata e, spesso, questa condizione preclude una grande varietà di situazioni che prima giudicavamo assolutamente naturali. Ecco allora 10 cose che chi soffre di panico e ansia smette di fare.

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Prendere l’autobus: se prima era un’azione normale e lo utilizzavamo per uscire con gli amici, andare a scuola o al lavoro, con gli attacchi di panico quel luogo affollato ci va stretto e ci dà la sensazione di poter soffocare da un momento all’altro.

Guidare la macchina: oltre alla paura di commettere un grave incidente, una preoccupazione ricorrente riguarda proprio il rischio di avere una crisi mentre si è alla guida.

Uscire con gli amici: in questo caso, la paura risiede nella vergogna. Si teme di poter subire un attacco di panico mentre siamo in compagnia e questo pensiero ricorrente ci mette a disagio.

Prendere l’ascensore: l’idea di rimanerne bloccati è semplicemente paralizzante. Il senso di soffocamento che ne deriva fa desistere chiunque soffra di ansia e panico. Spesso subentra, in questi casi, la claustrofobia.

Evitare i luoghi affollati: il panico, in molti casi, si manifesta assieme a un disturbo chiamato agorafobia, ovvero il terrore degli spazi aperti e dei luoghi affollati. In questo caso, posti come cinema, mercato, centro commerciale diventano impossibili da praticare.

Viaggiare: se prima era un’esperienza bellissima e in grado di insegnarci molte cose su noi stessi e sul mondo, ora l’idea del viaggio senza avere ogni cosa sotto il nostro controllo ci blocca.

Prendere l’aereo: anche questa un’esperienza, che può essere molto divertente, diventa un vero e proprio incubo. Viaggiare sopra le nuvole, a 10 mila metri di quota può essere paradisiaco, ma per chi soffre di ansia e panico è un evento a dir poco mostruoso.

Lavorare: nei casi in cui gli attacchi di panico diventano cronici, molte persone non riescono più nemmeno a compiere i normali doveri quotidiani e in questi casi comincia persino a emergere lo spauracchio di una lontana depressione.

Uscire di casa: anche fare una normale spesa, accompagnare i propri figli a scuola, diventano attività difficili da portare a termine poiché l’idea di dover uscire, affrontare lo sguardo degli altri e gli imprevisti, possono alimentare l’ansia che a sua volta genera crisi di panico.

Conoscere nuove persone: dovrebbe essere un’azione naturale, come bere dell’acqua, ma molte persone che soffrono di attacchi di panico hanno il terrore di parlare con persone sconosciute. Spesso è la vergogna a muoverle, convinte che il rischio di una crisi non valga il tentativo. Dunque si chiudono in se stesse, evitando nuovi contatti.

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