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Attacchi di panico, come aiutare: 5 cose che dovete ricordarvi di dire a chi amate e che ne soffre

Degli attacchi di panico ormai si sa veramente quasi tutto, se ne è scritto e se ne scrive in tutte le salse e infinite declinazioni; complice il fatto che si tratti di uno dei disturbi più diffusi nella società contemporanea. Il problema, però, rimane sempre e solo uno: finché non si prova non si può comprendere realmente la portata deflagrante di quest’esperienza. Ci si può soltanto affidare alla letteratura scientifica, alle parole dei medici che ne testimoniano la drammaticità o alle ricostruzioni di chi li prova.

Stare al fianco di una persona che combatte con questo mostro non è facile: si prova un senso di impotenza commisto a difficoltà di comprendere. Ci si sente di essere del tutto inutili perché tutte le forze e le attenzioni della persona afflitta sono convogliate verso il sintomo: tutto ruota intorno all’attacco, all’ipotesi che arrivi, alla ricerca di schivarlo, al terrore di riviverlo, alla paura della paura. E voi siete lì, ad osservare chi amate che quotidianamente patteggia un simulacro di stabilità sopra al senso di condanna che lo opprime. Tutte le volte in cui vi sentite inutili ricordatevi che l’attacco di panico è solo il sintomo di un disagio altro, un sintomo talmente invalidante che rischia di essere confuso per il problema, invece altro non è che il campanello di allarme. Quindi restate, senza giudicare, senza fare pressioni, senza mostrarvi spaventati o preoccupati ma soltanto vicini e saldi. E se non sapete cosa dire ecco alcune frasi che significano tanto, se non tutto, per chi sta combattendo la sua guerra; anche se parrà che non vi ascolti perché l’ansia può essere divorante sotto la cortina di paura c’è un cervello profondamente ricettivo che immagazzinerà questo conforto di cui necessita per superare il terrore.

1 Anche se a te ora sembra che tutto sia terribile, ti assicuro che si tratta di una bugia del tuo cervello. Non pretendo che tu smetta di avere paura, ma che provi a fidarti di me quando ti dico che va tutto bene.
2 Non sei pazzo, ti sembra di esserlo ma non lo sei. Tu hai dei dubbi in merito perché sei spaventato, io non ne ho.
3 Da questa trappola si guarisce, adesso ti pare di essere spacciato, divorato e che nulla sia più tollerabile perché ogni cosa pare troppo rischiosa e angosciante. Quando ti spacchi un ginocchio il solo pensiero di camminarci sopra è impossibile, poi ci si cura e si ricomincia a camminare. Così sarà per te.
4 So che ti vergogni di questo malessere ma si tratta di una patologia diffusissima che può colpire chiunque: c’ è un mondo di persone che ci ha fatto i conti e che, anche se non ci crederai, ci ride sopra dopo esserne guarito.
5 Non mi interessa ciò che non riesci a fare perché la paura ti blocca ma ciò che riesci a fare e di quello sono molto orgoglioso perché ci vuole un gran coraggio e tu ce l’hai.

Ricordatevi infine che per quanto preziosa possa essere la vostra vicinanza e presenza gli attacchi di panico possono essere una semplice parentesi sgradevole se presi e trattati per tempo ma se vengono ignorati posso inficiare drammaticamente l’esistenza. Prima si ricorre alle cure adeguate prima si sconfigge il problema; più tempo e spazio gli si lascia più difficile sarà intervenire e scacciare il senso di condanna perpetua e caducità che affligge il soggetto.

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