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Attacchi di panico e terapia EMDR: cos’è e come funziona

Esistono diverse strade che si possono percorrere per sconfiggere gli attacchi di panico: questo tipo di disturbo dell’ansia colpisce milioni di persone ogni anno e dipende principalmente da due fattori, quello biologico e quello psicologico. Una di queste strade che sembra avere effetti significativi sui pazienti è chiamata Terapia EMDR: ecco di cosa si tratta.

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La Terapia EMDR – Eye Movement Desensitization and Reprocessing –  in Italia sta per Desensibilizzazione e Riprocessamento tramite Movimenti Oculari ed è una terapia nata sul finire degli anni ’80 negli Stati Uniti, scoperta dall’allora studentessa di psicoterapia Francine Shapiro. In Italia, la Terapia EMDR è possibile praticarla solo dopo aver seguito un corso specifico e autorizzato elargito dall’Associazione italiana EMDR. In origine, la Terapia EMDR era nata per curare i pazienti afflitti da Disturbo Post-Traumatico da Stress ed era strutturata come intervento mirato nei confronti di quelle persone che avevano subito abusi fisici, violenze, traumi di diversa natura.

Negli anni successivi, la Terapia EMDR è stata allargata anche alla cura dei disturbi legati all’ansia, ai lutti, alle malattie oncologiche, ai disturbi dell’alimentazione e agli attacchi di panico. Le Terapia EMDR funziona in questo modo: prima di tutto si va a individuare il ricordo che genera le crisi, siano esse d’ansia o altro. Nella seconda fase viene chiesto al paziente di concentrarsi su quest’ultimo e di seguire rapidamente i movimenti delle dita da destra a sinistra. Nella terza fase viene chiesto cosa nota o se vi sono cambiamenti nell’umore. Infatti, mentre il paziente si concentra sul ricordo traumatico, sui movimenti dei bulbi oculari, sulle emozioni e le sensazioni del corpo, gli emisferi del cervello si attivano, sbloccando il ricordo negativo e rimettendolo in circolo nel cervello: in questo modo nuove connessioni neurali vengono stimolate, andando a creare nuovi significati. Lo scopo finale della Terapia EMDR è quella di sostituire le connotazioni negative legate al ricordo traumatico con altre positive o neutrali.

Molti credono che la Terapia EMDR sia legata alla pratica dell’ipnosi, ma non è così e le due discipline non sono nemmeno lontanamente simili. Quello su cui lo psicoterapeuta lavora sono i ricordi traumatici e la connotazione che il paziente dà a quest’ultimi. Inoltre, si pensa che i ricordi stessi vengano cancellati, ma anche in questo caso non funziona così; l’obiettivo è infatti quello di neutralizzare le sensazioni che a esso vengono associate, rendendole neutre o, nel migliore dei casi, positive.

Photo Credit: Photographee.Eu/Shutterstock.com

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