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Attacchi di panico: la causa potrebbe essere la mancanza di un recettore nel cervello

Gli attacchi di panico, un disturbo legato all’ansia sempre più frequente nella popolazione, sembrano avere diverse cause: la loro insorgenza è caratterizzata da due fattori, quello biologico e quello psicologico, inoltre, si parla spesso di ipersensibilità dell’Amigdala.

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Recentemente, però, un nuovo studio ha portato in luce una nuova ipotesi sulle cause che originano gli attacchi panico. L’idea che questi disturbi abbiamo una caratteristica principalmente organica sta prendendo sempre più piede nella comunità scientifica. Si parla di neurotrasmettitori soggetti a squilibrio chimico e malfunzionamento dell’Amigdala, una struttura cerebrale posta in entrambi gli emisferi del cervello. I ricercatori, però, ora puntano il dito su un’altra scoperta: si tratta del recettore neurochimico 5HT1A. La sua assenza sarebbe alla base dell’insorgenza del panico.

Lo scienziato Alexander Neumeister, a capo dello studio, per arrivare a questa scoperta ha utilizzato la tomografia a emissione di positroni – conosciuta come PET – nel tentativo di visualizzare la struttura cerebrale di 16 pazienti affetti da attacchi di panico e che non erano in quel momento sottoposti a nessuna cura farmacologica. Grazie a una sostanza radioattiva, il ricercatore è stato in grado di individuare il recettore 5HT1A. Un deficit di quest’ultimo o una riduzione di circa un terzo della sua presenza nel cervello è una possibile causa scatenante del panico. Un’anomalia simile era già stata riscontrata in soggetti affetti da depressione. Questa nuova tecnica potrà essere adottata nell’individuazione di questo tipo di disturbi.

Photo Credit: Benoit Daoust/Shutterstock.com

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