in ,

Attacchi di panico, psicofarmaci e disinformazione: intervista al dottor Daniel Bulla, psicologo e psicoterapeuta

Attacchi di panico, psicofarmaci e disinformazione: intervista al dottor Daniel Bulla, psicologo e psicoterapeuta

Il 7 e l’8 aprile 2017 si terrà all’Hotel Erfige di Roma il Primo Congresso Nazionale Medicina e Pseudoscienza, che ha da poco ricevuto il patrocinio morale della Fnomceo e della Fnc Ipasvi ed è promosso e organizzato dal Gruppo C1V, casa editrice di Cinzia Tocci. In vista di questo importante evento abbiamo deciso di intervistare il dottor Daniel Bulla, psicologo e psicoterapeuta che interverrà in qualità di relatore su alcuni dei temi più caldi degli ultimi anni in termini di salute e benessere, come gli psicofarmaci e il ruolo del web nella diffusione delle informazioni.

Attacchi di panico e disturbi d’ansia: un disagio che può guarire

1) I disturbi d’ansia e gli attacchi di panico sono un fenomeno in crescita?

No, le persone da sempre soffrono di questi disturbi. Semmai ne è aumentata la consapevolezza, favorita dal web, per cui molte persone iniziano a farsi l’autodiagnosi da casa.

2) Qual è l’origine di questo malessere contemporaneo?

Non è un malessere contemporaneo. Semmai sono cambiate le cause “moderne”. Oggi abbiamo moltissimi strumenti utili per “controllare” diversi aspetti della nostra vita. Questo crea un’illusione, in quanto in realtà la vita non è quasi per nulla controllabile. Quando questa aspettativa di previsione non viene soddisfatta, ecco che aumenta l’ansia.

3) Internet e i social network possono influenzare lo stato di salute mentale di una persona?

Certo. Proprio in virtù dell’aspetto di cui abbiamo parlato, ovvero l’illusione di prevedibilità. Per esempio, molte persone si illudono di controllare il proprio stato di salute fisica raccogliendo autonomamente informazioni dal web, illudendosi di prevedere per tempo esiti negativi. Questo chiaramente è impossibile: il risultato è quindi un significativo aumento dell’ansia per la salute che tutti conosciamo come Ipocondria.

4) Come si può capire quando è il momento di rivolgersi a uno specialista?

Di solito quando qualcuno che ti conosce bene inizia a dirti di smettere di controllare il web e di andare dal medico. Ha sempre ragione.

5) Come si sente una persona che soffre di questi disturbi?

Come una persona incompresa e isolata. Quindi piuttosto da schifo. Gli altri, poi, peggiorano le cose con commenti del tipo “ma è solo ansia, reagisci!”.

6) Spesso, chi soffre di attacchi di panico sviluppa un senso di vergogna: cosa spinge queste persone a nascondere il loro disagio?

Il timore di essere derisi e considerati “esagerati” dagli altri.

7) È possibile guarire dagli attacchi di panico e dai disturbi d’ansia?

Certo, se si intraprende il giusto percorso psicoterapico. Per “giusto” intendo un percorso che abbia dimostrato, scientificamente, la propria efficacia. Si dice “evidence-based”. E oggi, almeno in base a quanto ci dicono le ricerche, è l’approccio cognitivo-comportamentale

Daniel Bulla intervista

Psicofarmaci: tra miti, false credenze e disinformazione nel web

1) Perché in molti casi si adotta la terapia farmacologica?

Perchè per molte persone i livelli di ansia sono talmente elevati da non riuscire ad affrontare le prove comportamentali previste nel trattamento cognitivo-comportamentale.

2) Come funzionano gli psicofarmaci?

In due parole? Agiscono influendo sul modo attraverso il quale i neuroni (ovvero le cellule del nostro sistema nervoso) comunicano tra di loro. I disturbi psicologici spesso sono dovuti proprio ad un “deficit” di comunicazione tra i vari neuroni.

3) Perché sempre più persone ne parlano in maniera negativa?

Perchè sempre più persone passano intere giornate leggendo commenti negativi sui vari forum, postati da persone che, generalmente, si sono trovate male con una certa molecola. Il punto è che spesso questo fenomeno dipende da un’assunzione errata del farmaco. Del tipo: “se ne prendo di più starò meglio”. Oppure: “adesso che sto bene, meglio interrompere il farmaco”. L’autoterapia è sempre alla base di errori e, pertanto, di effetti collaterali spiacevoli, di cui bisogna subito parlare sul web. E da qui, ecco il proliferare di commenti negativi in rete.

4) Quali sono le false credenze più comuni sugli psicofarmaci?

I falsi miti sugli psicofarmaci sono diversi, ma potremmo riassumerli in 3 grandi categorie:

a) gli psicofarmaci mi rimbambiscono

b) non potrò più farne a meno

c) il farmaco risolverà i problemi al posto mio

5) Quali sono gli specialisti autorizzati a prescrivere psicofarmaci?

In Italia solo i Medici (leggi: con Laurea in Medicina) possono prescrivere psicofarmaci.

6) Quanto può essere pericolosa la disinformazione?

110. Su una scala da 0 a 100.

7) Quali sono i passaggi fondamentali che una persona comune dovrebbe compiere per difendersi dalle bufale nel web?

In caso di dubbio per la propria salute (fisica e/o mentale) meglio non andare sul web. È il posto peggiore dove recuperare informazioni. Non stiamo parlando di quale agriturismo serve il cinghiale migliore. Stiamo parlando di salute, nulla di più individuale, per nulla generalizzabile. Se hai bisogno di confrontarti con qualcuno, inizia dalle persone a cui vuoi bene, evitando di tenerti tutto dentro. E, soprattutto, ricorda che gli Specialisti esistono per un motivo, per cui chiamali se hai bisogno.

carta del docente 2017

Carta del Docente 2017 Miur: SPID, registrazione, quando arriva, esercenti e requisiti

vasto vendica uccisione moglie

Omicidio Vasto, Di Lello “impazzito” per il dolore? Il parere del professor Meluzzi