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Attacco hacker mondiale: perché non facciamo di più per prevenire?

L‘attacco hacker mondiale che si è verificato lo scorso venerdì ha fatto emergere numerose domande sia sulla reale sicurezza informatica sia sulle pratiche adottate per difenderci da tali crimini. Ma possiamo davvero fare qualcosa di più per contrastare questo genere di attacchi? E, se sì, perché la sicurezza informatica in molte aziende e/o organizzazioni è ancora labile?

Attacco hacker mondiale: ecco cos’è successo

L’apparato informatico mondiale è stato messo in ginocchio lo scorso venerdì da un attacco hacker che ha colpito organizzazioni, società ed enti pubblici. In particolare, i danni più gravi sono stati registrati in Gran Bretagna dove alcuni ospedali hanno dovuto sospendere visite mediche, esami, ecc… Il colpevole è quello che viene definito “ransomware”: si tratta di un malware – conosciuto in questo caso come Wannacry – che infetta e blocca i dispositivi richiedendo un riscatto. Diffuso inizialmente in Russia – motivo per cui molti pensano che arrivi proprio da lì – questo tipo di malware è ora utilizzato in tutto il mondo. Ma come possiamo bloccare questo tipo di attacchi?

Un cyberattacco fermato da un cyber-eroe

L’attacco hacker mondiale che ha colpito moltissimi dispositivi durante lo scorso venerdì è stato bloccato da un 22enne che – sebbene abbia preferito mantenere l’anonimato – ha raccontato il suo operato dall’account Twitter @malwaretechblog. Il giovane, esperto di cybersecurity, non ha fatto altro che approfittare di una falla del malware per bloccarne il diffondersi. In particolare, il 22enne si è accorto che, registrando il dominio a cui Wannacry tentava di accedere, il malware iniziava ad arrestarsi. In pochi minuti, e con poco più di 10 dollari di spesa totale, il giovane esperto di sicurezza ha risollevato le sorti di molte organizzazioni e società, almeno negli Stati Uniti. In Europa e Asia, purtroppo, era troppo tardi per fermare il danno.

Attacchi informatici: possiamo fare qualcosa in più per prevenirli?

L’attacco hacker mondiale – oltre che creare problemi ad aziende di fama internazionale – ha anche fatto nascere questioni in merito alla sicurezza del sistema operativo Microsoft Windows. Il malware Wannacry, infatti, sfruttava l’assenza della patch di sicurezza Microsoft MS17-010, rilasciata lo scorso marzo. E’ proprio per questo che il colosso di Redmond – vista la gravità del cyberattacco – ha rilasciato gli aggiornamenti di sicurezza anche per versioni non più supportate del sistema operativo, Windows Xp e Windows Server 2003. Aggiornamenti a parte, esiste un modo per ovviare a questo genere di attacchi?

La risposta è ovviamente affermativa anche se il processo per arrivarci può essere dispendioso e complicato. Ai governi, alle multinazionali e alle organizzazioni, infatti, è richiesta una revisione completa dei propri sistemi software e di cybersecurity. Le precauzioni da adottare, però, sembrano non essere solamente pratiche: ciò che va cambiato è l’approccio alle nuove tecnologie. In un mondo sempre più 4.0 – in cui l’informatica è alla base di molti sistemi, anche quelli di prima necessità (vedi gli ospedali) – è bene conoscere i problemi in cui è possibile incorrere sottovalutando anche un semplice aggiornamento. Il primo tra tutti? Sicuramente quello economico: sebbene la difesa della sicurezza informatica sia dispendiosa, diventa molto più costoso intervenire a posteriori ad un cyberattacco.

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