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Attacco a Tel Aviv, 2 morti e 7 feriti: il killer è un arabo israeliano

È ancora in corso la caccia al killer autore della sparatoria avvenuta ieri sera 1° gennaio in un pub di Tel Aviv, in Israele, che ha causato 2 morti e 7 feriti, due dei quali si troverebbero in gravi condizioni. L’attacco è avvenuto in un locale sito in via Dizengoff al civico 130, alcuni presenti sono stati colpiti dai frammenti di vetro causati dai proiettili, mentre in preda al panico cercavano di mettersi in salvo e scappare.

Sembra dalle ultime indiscrezioni emerse che non si sia trattato di un attacco di matrice terroristica ma del gesto di un folle. L’uomo, un arabo israeliano di 29 anni con presunti problemi mentali, sarebbe stato già identificato, ma non se ne è ancora avuta conferma ufficiale. Gli agenti dei servizi segreti avrebbero già assediato la sua abitazione sita nel Wadi Ara, nel nord del Paese.

Il presunto killer – al momento irreperibile – sarebbe mentalmente instabile e non affiliato allo Stato islamico. Il suo legale, che lo aveva precedentemente rappresentato in merito alla aggressione ai danni di un soldato, ha dichiarato: “Quest’uomo non è sano, per quanto ne sappia da quando lo rappresento è stato in cura e lo è ancora in cura, di recente andava in giro per strada come un malato di mente”.

Le immagini dell’attentatore, che avrebbe agito per una presunta ‘vendetta privata’, per vendicare, cioè, un suo cugino ucciso anni fa dalla polizia israeliana per questioni relative alla ricerca di armi, sono state trasmesse dalla fotocamera di sorveglianza di un piccolo negozio di alimentari dove era entrato poco prima di recarsi nel pub per seminare il terrore.

Foto Twitter

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