in

Attentati Bruxelles, come fermare l’Isis? Io non lo so ma al bar lo sanno

Ieri la giornata è stata particolarmente tragica, i fatti di Bruxelles hanno catalizzato l’attenzione del mondo. Un bilancio di sangue pesante – non ancora definitivo il numero dei morti, in quanto sono numerosi i feriti in modo grave, si attesta al momento sopra le 30 persone – ma, soprattutto, l’ennesimo schiaffo all’Europa da parte di un gruppo terroristico sempre più tentacolare e organizzato. L’empatia in fondo è una cosa bella, ci allontana dall’essere catalogati come serial killer, ed in casi come questo si scatena in modo fortissimo: noi ci immedesimiamo in coloro che prendono la metropolitana per andare a lavorare. Poche cose hanno il potere di farci incazzare quanto un terrorista che ci vuole negare la serenità di andare a lavorare; ed è bello. Al bar c’è tantissima empatia.

Per fortuna avevo voglia di un buon caffè e sono entrata nel solito bar: quello che in provincia è il punto di raccolta dei pensionati e delle casalinghe giocatrici seriali alle macchinette. In realtà l’umanità è ben più variegata, ovviamente ci sono questi due macrogruppi principe che regolano gli equilibri e scelgono i temi caldi della giornata su cui discutere, ma anche giovani che bevono la birretta post lavoro e lavoratori disparati in pausa caffè. La discussione era già entrata nel vivo quando ho raggiunto il bancone: si parlava ovviamente del terrorismo. Ed era anche abbastanza chiaro che nessuno fosse particolarmente concentrato sui morti di giornata, bensì interessato a fornire soluzioni pratiche su come sgominare i terroristi, anzi, l’Isis.

La decisione che va per la maggiore è quella di “ammazzarli tutti, e vedi se hanno ancora voglia di darci fastidio“, presumo fosse inutile sottolineare che dei kamikaze non prendono la morte come una minaccia particolarmente spaventosa dato che anelano a farsi saltare in aria. Ovviamente non mancano i nostalgici del Duce e, in generale, delle dittature di matrice psicopatica e violenta: ieri non è mancata la frase “Se avessimo ancora Mussolini, vedi come li metteva a posto questi qui“, mi pareva di rovinare la festa ricordando che l’apologia del fascismo è un reato quindi ho continuato a mescolare il caffè pensando che se i nostri politici fanno, impuniti, il saluto fascista, chi sono io per rompere le scatole a persone che invocano a gran voce un gerarca che ci ha trascinato in una guerra mondiale che siamo andati a perdere come dei sorci? Ho anche fatto questo pensiero: Seconda Guerra Mondiale bilancio dei morti italiani circa mezzo milione fra civili e militari, attentati dell’Isis in Italia bilancio morti pari a zero. Però, le signore alle macchinette, dicevano che con la scusa che abbiamo il Vaticano prima o poi ci tocca, quindi mi sono subito ravveduta. Devo ragionare in prospettiva futura, come mi hanno detto ieri al bar, facendo notare quanti immigrati abbiamo ormai in italia. “Tutti questi immigrati qui, vuoi che non facciano qualche attentato?” Non riuscivo ben a comprendere la logica di come delle persone che da quelle guerre ci scappano possano bramare di ordire dei conflitti dai quali, appunto, chiedono soltanto di stare lontano.

Ovviamente la discussione si è poi spostata sugli immigrati, concepiti come macrogruppo non meglio identificato (quindi anche i cinesi per capirci) e la nostalgia della buona vecchia autarchia ha preso piede. Anche in quel caso avrei avuto qualcosa da dire, ovvero “Se tutti questi immigrati sono così pericolosi e intenzionati a farci saltare in aria com’è possibile che in Italia non ci sia stato ancora un attentato? Non fatemi credere che sia per l’efficienza delle nostre forze dell’ordine, perché ieri hanno fregato i belgi e i belgi sono delle macchine di efficienza“. Quindi, riassumendo, gli intellettuali, i filosofi, i sociologi, i Nobel del pianeta non hanno ancora elaborato una risposta univoca, sicura e immediata circa il da farsi per estirpare in modo funzionale e definitivo la piaga del terrorismo. Ma, evidentemente, sono stati messi lì per qualche raccomandazione, perché invece al bar – in tutti i bar d’Italia – la risposta ce l’hanno: chiara, nitida ed efficiente. Sarcasmo a parte: non è molto furbo combattere l’odio con l’odio, però poi, se lo si dice, si rischia di passare per “buonisti”. Allora non diciamolo, ma invitiamo coloro che hanno tutte le risposte in tasca a studiarsi la storia, perché la storia ha questa cosina magica che non diresti mai: si ripete!

ruotolo ergastolo

Omicidio Pordenone, ultime notizie: Giosuè cercò pistola su internet

belgio attentati news

Stragi di Bruxelles ultim’ora: l’arrestato non è artificiere di Parigi