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Attentato a Istanbul: mariti eroi ‘scudo umano’ salvano le mogli, il racconto dei sopravvissuti

Tra i sopravvissuti alla strage dell’Isis alla discoteca ‘Reina’ di Istanbul, costata la vita a 39 persone, ci sono anche cinque italiani. Quando uno o più uomini (l’ipotesi dei complici non è stata infatti ancora esclusa) sono entrati nel night club armati di un kalashnikov sparando all’impazzata, c’è chi si è finto morto per non cadere sotto i colpi di mitra. Alcuni si sono gettati nelle acque del Bosforo per mettersi al sicuro, racconta un testimone. I nostri connazionali sono rimasti fortunatamente illesi: si tratta di tre modenesi, un palermitano ed una ragazza bresciana (lievemente ferita alla fronte durante la fuga disperata tra la calca), si sono salvati buttandosi a terra, riuscendo a schivare i colpi che il killer sparava a bruciapelo. I tre ragazzi modenesi hanno raccontato la terribile esperienza, ricostruendo i momenti in cui hanno visto la morte in faccia: “È accaduto tutto in un istante. Stavamo tutti festeggiando e mangiando a tavola quando sono esplosi i primi colpi ed è scattato il panico nel locale”.

“La mia fidanzata aveva i tacchi alti così l’ho sollevata di peso e me la sono caricata sulle spalle». E poi via, camminando sopra i corpi di chi cadeva a terra, pensando solo a raggiungere la salvezza, oltre la porta, sempre più lontano”: a raccontare come ha salvato la sua vita e quella della fidanzata, da poco entrati al Reina per cenare e festeggiare il Capodanno è Sefa Boydas, calciatore ventunenne del Beylerbeyi SK, squadra minore di Istanbul. “Ci stavamo sedendo al nostro tavolo e all’improvviso, vicino all’ingresso, si è alzata una nuvola di polvere e di fumo. Poi abbiamo sentito distintamente gli spari. Per fuggire, molte persone hanno calpestato gente che era a terra”, ha aggiunto il giovane atleta.

Questo invece il racconto di una donna, salvata dal marito, rimasto ferito nella sparatoria, che con il suo corpo ha fatto da scudo umano per proteggerla: “Ero nella parte posteriore, mio marito mia ha detto di buttarmi a terra, quando è entrato un uomo siamo rimasti a terra, mio marito era sopra di me. Hanno sparato … c’è stata una specie di nebbia e io sono svenuta. Hanno sparato fino a quando non siamo usciti. sparavano, la gente era a terra … Poi sono arrivate le forze speciali e ci hanno portato fuori, mio marito è stato colpito tre volte”. “Prima di capire quello che stava succedendo”, racconta un’altra donna sopravvissuta, davanti all’ospedale di Istanbul, “mio marito mi è crollato addosso dopo essere stato ferito. È stato terribile. Ho dovuto alzare diversi cadaveri per mettermi in salvo”. L’uomo è tra i feriti ma non rischierebbe la vita.

 

 

 

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