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Attentato a Nizza, l’Europa ancora in ginocchio: ora i “Je suis” non bastano più

Un nuovo attentato, questa volta a Nizza, ha scosso ancora l’Europa: con una modalità del tutto nuova sebbene già messa in conto, un rappresentante dell’estremismo islamico ha causato 84 morti e centinaia di feriti tra la popolazione francese intenta a celebrare il 14 Luglio. A poco meno di quattro mesi dagli attentati che hanno devastato Bruxelles, l’Europa e il mondo tornano a far sentire la loro voce: ancora una volta un “Je suis”, ma basta davvero questo per combattere un mostro che si diverte sempre di più a giocare con le nostre vite?

Il 7 Gennaio 2015 abbiamo gridato tutti “Je suis Charlie”, il 13 Novembre 2015 è stato il momento del “Je suis Paris”, il 22 Marzo 2016 ci siamo uniti al dolore della capitale d’Europa con “Je suis Bruxelles” e oggi, ancora una volta, ci ritroviamo in ginocchio a dire “Je suis Nice”: da quel tragico inizio del 2015, purtroppo, ciò che è cambiato è solo l’oggetto del “Je suis” e l’intensità del grido dei cittadini europei. Come fosse un rito spietato, a distanza di mesi ci troviamo tutti ad unirci al dolore di una nazione o di una città, sempre più terrorizzati, sempre meno convinti di farcela e sempre più timidi ed intimiditi di fronte al terrorismo islamico: davanti alle immagini di cittadini e bambini europei usati come birilli, siamo davvero convinti che basti urlare un “Je suis” per contrastare tutto ciò?

In un’Europa che perde letteralmente i pezzi, la risposta è sicuramente un secco “No” e non basteranno nemmeno i tanti messaggi pubblicati su Twitter, da Obama alla Mogherini, a salvarci da una guerra combattuta solamente da una parte che, purtroppo, non è la nostra. Resta solo da chiedersi chi sarà domani l’oggetto del “Je suis” perché, sino a che l’Europa avrà paura anche solo a pronunciare la parola guerra, il terrorismo continuerà a giocare con le nostre vite e con quelle dei nostri figli: siamo proprio sicuri di voler vedere, ancora una volta, scatti di corpi senza vita di cittadini europei o di bambini morti di fianco alle proprie bambole?

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