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Attentato a Nizza: UrbanPost ha intervistato diversi sopravvissuti, ecco le loro testimonianze

La redazione di UrbanPost si trova a Nizza da questa notte per documentare lo sconvolgente attentato terroristico che ha avuto luogo sul Lungomare ad opera di un 31enne franco-tunisino, ucciso dalla polizia, che alla guida di un camion bianco che correva all’impazzata si è scagliato sulla folla di residenti e turisti, radunati lungo la Promenade des Anglais per assistere ai fuochi d’artificio in occasione dei festeggiamenti per la festa nazionale del 14 luglio.

Valeria Panzeri e Davide Lemmi hanno raccolto tre testimonianze di chi ha visto la morte in faccia e si è miracolosamente salvato. La prima a parlare è una ragazza che vive sulla Promenade, che, ancora sgomenta, ha riferito di essere scesa in strada all’alba di oggi e di essersi trovata di fronte “cadaveri fatti a brandelli, pezzi di corpi ovunque”, una scena di orrore e morte che ancora non riesce a a cancellare dalla mente.

Una mamma con i suoi quattro bambini, che ieri passeggiava sul marciapiede e ha visto nitidamente il tir falciare le persone inermi; visibilmente ancora sotto shock, continuava a ripetere: “Camion bianco! Camion bianco!”. Scampata alla morte insieme ai suoi figli perché così ha voluto il destino. UrbanPost ha poi intercettato un signore polacco, che girovagava stranito e terrorizzato con una coperta in testa: ripeteva in continuazione di sentire ancora le raffiche di mitra, come se ancora l’attacco terroristico fosse in atto.

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