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Attentato a Manchester: chi ha aiutato Salman Abedi? È caccia all’artificiere

Attentato a Manchester, si continua a indagare su quanto accaduto nella notte di lunedì 22 maggio 2017 durante il concerto di Ariana Grande alla Manchester Arena. L’intelligence britannica prosegue la sua caccia all’uomo per provare a smascherare la rete di complicità attorno al kamikaze Salman Abedi: il 22enne, che con un fratello avrebbe giurato fedeltà all’Isis,  con il suo gesto ha portato alla morte di 22 persone. Si esclude la pista del lupo solitario:  Salman, figlio di rifugiati libici anti-Gheddafi sbarcati nel Regno Unito negli anni ’90 e nel frattempo tornati in patria, non è stato che una pedina, a quanto pare. L’ordigno che s’era caricato nello zaino con il quale si è fatto poi esplodere era abbastanza sofisticato da escludere che possa aver fatto tutto da solo.

—> Le ultime notizie sull’attentato di Manchester

E le indagini dell’intelligence sull’attentato di Manchester evidenziano come l’attentatore abbia utilizzato un ordigno rudimentale ma potente con esplosivo trasportato in un barattolo di metallo, nascosto o in una maglietta nera oppure in uno zainetto blu di marca Karrimor e probabilmente attivato tramite un piccolo detonatore tenuto nella mano sinistra. Si tratta di informazioni preliminari raccolte dalle autorità britanniche: lo riporta nell’edizione odierna il New York Times.

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Intanto, in Libia, Paese nordafricano, è stato arrestato un secondo fratello di Salman Abedi (Hassan), dopo che il primo (Ismail) era stato catturato ieri a Manchester. Fermato pure il padre Ramadam. Hassan è sospettato di aver pianificato un altro attentato in terra libica e, a dar credito a quanto rimbalza da Tripoli, avrebbe confessato di aver “giurato fedeltà all’Isis” con Salman.

Attentato a Manchester: due nuovi arresti e novità sull’esplosivo

Nell’attentato di Manchester è stato usato l’esplosivo Tapt, lo stesso delle stragi di Parigi e Bruxelles. Lo afferma il deputato statunitense Mike McCaul, che presiede l’House Homeland Security Committee americano. “Non abbiamo a che fare con un lupo solitario, c’è un network di terroristi ispirati dall’Isis”.  E per l’appunto, secondo quanto  riferisce il Guardian, altre due persone sono state arrestate in connessione con l’attentato di Manchester, portando così il totale a 8 fermi.

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