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Attentato a Parigi, da Salvini a Lévy: “Questa è una guerra”

Non si respira solo terrore e sconcerto il giorno dopo gli attentati che hanno devastato Parigi provocando almeno 127 morti e numerosi feriti: è un sentimento di rabbia quello che riecheggia dai comunicati di politici, studiosi e cittadini comuni.

Bernard-Henri Lévy, scrittore e filosofo francese, lancia un cinguettio lapidario su Twitter: “Charlie è stato un simbolo. Questa è una guerra”. Poche parole per esprimere un concetto che è oramai evidente a tutti: come Le Parisien intitola la prima pagina con “Questa volta è la guerra”, allo stesso modo il leader della Lega, Matteo Salvini, all’Ansa dice “Non è più il momento dell’ipocrisia, delle sfilate e dei minuti di silenzio, questa è una guerra, serve un intervento militare internazionale subito in Siria ed in Libia”.

“Non è più il momento dell’ipocrisia, delle sfilate e dei minuti di silenzio, questa è una guerra, serve un intervento militare internazionale subito in Siria ed in Libia” dice sempre Salvini mentre in un comunicato sul sito del Ministero degli Interni Francese si legge “Scriveteci per identificare le vittime” e la Farnesina invita a “Evitare ogni spostamento”.

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