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Attentato Parigi: donare il sangue e cercare i dispersi, i francesi provano a reagire

E’ stata una lunga notte che rimarrà marchiata a fuoco nella memoria dei francesi. La notte del 13 novembre 2015, con l’attentato di Parigi è stata scritta una delle pagine più nere della storia dell’Europa unita. Pochissime ore dopo l’attentato, i francesi si sono subito mobilitati per cercare di reagire alla barbarie. A seguito dell’attentato di Parigi, è stato lanciato l’hashtag #porteouverte per avvertire chi non riusciva a tornare a casa della disponibilità di un luogo sicuro.

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L’EFS (Fondazione Francese dei Donatori Di Sangue) ha incoraggiato le persone a donare il sangue. Numerosi centri, anche in prossimità del Bar Le Carillon, hanno accolto le persone che sentivano il bisogno di dare una mano. L’appello dell’EFS è stato raccolto da centinaia di persone, al punto che molti responsabili degli ospedali hanno dovuto chiedere alla gente di non affollare gli ospedali, in quanto per il momento le scorte erano sufficienti.

Già nella serata di ieri dopo gli attentati è stato lanciato l’hashtag #RechercheParis, in modo che la rete si mobilitasse per cercare chi non fosse ancora rientrato a casa. L’appello è stato accolto in massa e molte persone sono state ritrovate grazie all’aiuto della rete. Purtroppo Valeria Solesin, studentessa veneta che si trovava al Bataclanrisulta essere ancora dispersa. La polizia, che nel frattempo ha vietato ogni tipo di manifestazione nei pressi dei luoghi coinvolti dagli attentati fino al 19 novembre, ha messo a disposizione un numero verde per qualunque tipo di informazione.

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