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Attentato a Parigi, Marcello Signore: “Siamo piegati ma non spezzati”, le parole di un italiano nella Capitale francese durante gli attacchi [INTERVISTA]

Sul suo profilo Instagram si descrive come “writer, travel vlogger, youtuber e vivo a Parigi”: abbiamo intervistato Marcello Signore che, oltre ad essere famoso tra i frequentatori di Youtube, vanta nel curriculum anche la scrittura di due libri, l’ultimo dei quali – dal titolo “Non sei fatto per me” – scritto proprio durante la sua permanenza a Parigi e uscito pochi mesi fa. Un italiano a Parigi che, oramai, vede nella Capitale francese “la sua città”: ecco cosa ci ha detto a poche ore di distanza dagli attentati che la scorsa notte hanno devastato e messo in ginocchio Parigi.

Autore di libri, youtuber di successo ma, in queste ore, soprattutto un italiano a Parigi: sappiamo che stai bene ma, dov’eri ieri sera al momento degli attentati?
“Ero proprio nell’undicesimo distretto, a qualche chilometro da uno dei luoghi in cui sono avvenuti gli attentati. Una serata fra amici come tutti i weekend. Ci siamo spostati dopo qualche ora nel quarto distretto, nel quartiere del Marais, vicino al Centro Pompidou. E’ lì che abbiamo saputo che cosa stava succedendo.”

Cos’hai pensato appena appreso ciò che stava accadendo?
“Ho pensato che si trattasse di un caso isolato, e che fosse “solo” una sparatoria. All’inizio ce l’hanno riportata così. In pochi minuti è stato subito chiaro che fosse qualcosa di molto più grave. Si è diffusa un’agitazione collettiva e l’obiettivo di tutti è stato: tornare a casa il più presto possibile.”

Questa notte e questa mattina sono uscite notizie di ogni genere, qualcuno lamentava del mal funzionamento dei mezzi d’informazione. Puoi darci un tuo parere?
“Credo che noi parigini in questo momento abbiamo molte cose a cui pensare, e le lamentele non sono fra queste.”

Da italiano a Parigi dopo Charlie Hebdo, che aria si respirava prima della scorsa notte? E oggi?
“Quando sono arrivato a Parigi erano passati tre mesi dall’attentato a Charlie Hebdo. Uno dei miei primi appartamenti era proprio vicino a Richard Lenoir dove avevano sparato. Ricordo di essere passato accanto al memoriale delle vittime un po’ sbiadito dalla pioggia, fra i fiori secchi e i cartelli a brandelli. Ho avuto l’impressione che la Francia non avesse dimenticato ma che non si fosse fatta condizionare, che fosse andata avanti. Oggi invece le strade sono vuote.”

Oltre alla paura, qual è la reazione dei Parigini?
“Per adesso, il dolore. Siamo piegati ma non spezzati.”

Come vedi la Parigi dei prossimi giorni? In quale aspetto della vita quotidiana si ripercuoterà di più l’attentato del 13 Novembre?
“E’ difficile fare un bilancio “a sangue freddo” in questo momento. Se c’è una cosa che ho imparato di Parigi è che ha la capacità di trasformare anche i periodi della sua storia più buia in qualcosa di meravigliosamente bello. Sono sicuro che sarà così anche questa volta.”

(Foto: Instagram)

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