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Atterraggio sulla Luna: la Cina svela le immagini della faccia mai vista del nostro satellite

La Cina è ufficialmente la prima Nazione ad aver effettuato un atterraggio controllato sulla parte più nascosta della Luna: la sonda Chang’e-4, spedita in orbita lo scorso 7 dicembre, è arrivata a destinazione proprio in occasione del 50esimo anno dal primo sbarco dell’Apollo 11. Il lander di Pechino è atterrato alle  3:26 della scorsa notte, ora italiana, trasmettendo immagini uniche della parte meridionale del cratere Von Karman, l’emisfero più celato della Luna, un’area avente 186 chilometri di diametro all’interno del bacino Aitken, nei pressi del Polo Sud lunare. L’intenzione di porre a termine l’ambiziosa missione robotica è stata annunciata durante un forum a Pechino dedicato all’esplorazione profonda dello spazio, quando Zou Yongliao, dell’Accademia cinese delle scienze, anticipava che entro il 2020 la Cina avrebbe calpestato il suolo lunare ancora inesplorato, ebbene: mission completed!

La cina ha raggiunto la parte nascosta della luna

La differenza tra il lato nascosto della Luna, a destra, e quello rivolto verso la Terra (Nasa)

Una missione mai compiuta prima: il primato se lo aggiudica Pechino

L’atterraggio sull’area del bacino Aitken è uno dei più grandi traguardi raggiunti in termini di avanguardia spaziale. Sono anni che la Cina tenta di organizzare un’esplorazione spaziale di questa portata inviando in avanscoperta la sonda Chang’e-3, che raggiunse le sabbie seleniche due anni fa, con il robottino Yutu. Purtroppo, nel bel mezzo della missione, Yutu subì un guasto legato allo spegnimento dei pannelli solari per la notte lunare che pregiudicò la riuscita del progetto. Ora è la volta di Chang’e-4 e le prospettive sono estremamente ottimistiche. Nei prossimi giorni dal lander uscirà un piccolo robot (rover) che inizierà la perlustrazione dell’ambiente circostante, inviando materiale utile sulla Terra. Il lato oscuro della Luna non è mai visibile dal nostro Pianeta a causa di un fenomeno naturale chiamato “blocco delle maree”, inoltre la comunicazione radio con questo emisfero sfavorevole non è mai semplice poiché, quando ci si trova sulla faccia nascosta, la Luna diventa un ostacolo per comunicare con la Terra, rendendo così molto arduo completare un atterraggio in sicurezza. Grazie alle ambizioni spaziali di Pechino l’umanità porta a casa un ulteriore successo: potremmo ora studiare un suolo lunare sconosciuto potenzialmente utile per sviluppare importanti progetti qui sulla Terra.

Il lato sud del sito di atterraggio sul lato più lontano della Luna / Foto CNSA

L’utilità delle informazioni trasmesse da Chang’e-4: nuove risorse, importanti progetti

L’atterraggio lunare sul lato oscuro del satellite era difficile non solo per le difficoltà comunicative con a Terra ma anche perché la struttura del suolo è di fatto molto più ostile rispetto alla faccia rivolta verso la Terra, complicando le azioni di atterraggio. Ecco perché Pechino ha lasciato in orbita Chang’e-4 per un lungo periodo prima di decidere l’atterraggio: il punto adatto allo sbarco è stato studiato precisamente per evitare di incorrere in un secondo fallimento dopo Chang’e-3. Stante la barriera comunicativa con la zona neo-esplorata, uno degli obiettivi principali prefissati dagli scienziati Cinesi è quello di validare le tecnologie di comunicazione tramite un satellite relè (Queqiiao). Questo satellite è stato spedito in orbita lo scorso maggio per garantire la trasmissione delle informazioni e consentire di fatto di pilotare in sicurezza Chang’e-4. La certezza delle redio comunicazioni non è tutto ciò che ha spinto Pechino ad investire nel progetto, anche la presenza dell‘elio-3, un elemento considerato fondamentale per la costruzione sulla Terra di futuri reattori a fusione nucleare finalizzati a produrre energia senza i problemi delle scorie radioattive. Un ulteriore, prezioso, elemento da ricercare è l’acqua. La sonda indiana Chandrayaan, nel 2009, confermò la presenza di risorse idriche sulla Luna fornendo grandi speranze in merito ad una possibile sopravvivenza umana sul satellite. In ultimo, un ulteriore importante obiettivo sotteso all’invio della sonda riguarda le ricerche di radioastronomia. L’interesse sarebbe quello di installare dei radiotelescopi dotati di parabole in grado di creare un “effetto schermo” così da permettere a questi strumenti di lavorare indisturbati, evitando l’inquinamento prodotto dalle trasmissioni terrestri diffuse nello spazio. «Se sistemassimo un spettrografo di frequenze sulla faccia nascosta», nota Yongliao, «registreremmo il vuoto».

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