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Audi gialla in fuga, albanese si presenta in Questura: “Non sono io quello della foto”

Colpo di scena nel caso dell’Audi gialla rubata con a bordo tre banditi originari dell’est Europa armati e pericolosi, che, in fuga e irrintracciabile da oltre 48 ore, sta seminando il panico tra Veneto e Friuli, allertando le forze di polizia di tutto il Nord-Est.

La vettura, con targa svizzerarubata a Milano il 26 dicembre, il 16 gennaio scorso ha percorso a 150 km orari in senso contrario il tratto autostradale sul passante di Mestre provocando un incidente mortale. Da allora non è stato possibile rintracciarla, nonostante la foto segnaletica dei tre presunti conducenti sia stata diffusa attraverso gli organi di stampa e anche via social da carabinieri e polizia.

E a proposito delle foto segnaletiche in oggetto, un 32enne albanese arrivato da Forlì, nella notte tra sabato e domenica si è presentato in Questura a Torino accompagnato da un avvocato per denunciare “un errore” a suo dire commesso dalle forze dell’ordine: “Sono innocente, con la storia dell’Audi gialla non c’entro niente, quello della foto non son io”.

Ascoltato per ore, l’uomo ha inoltre spiegato che anche gli altri due ragazzi raffigurati nelle fotografie diffuse dalla polizia sarebbero estranei ai fatti; non solo, stando alle parole del 32enne si troverebbero entrambi in Albania, e uno di loro addirittura in carcere.

Dopo avere eseguito diversi accertamenti, la polizia gli avrebbe creduto giudicandolo attendibile. Il ragazzo è stato comunque accompagnato al Cie di Torino perché pare che da gennaio penda su di lui un ordine di espulsione in quanto sprovvisto di permesso di soggiorno.

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