in

Aumenta l’infertilità maschile: tra le cause anche l’alimentazione

Il successo della riproduzione in tutti i mammiferi e ancora di più nell’uomo, è affidato agli spermatozoi: forti, veloci e soprattutto numerosi. Eppure, negli ultimi 50 anni il loro numero è sceso poco meno della metà.

infertilità maschile2

Questo è il risultato di diverse indagini e studi condotti dagli esperti della Società Europea di Riproduzione Umana che ha discusso, di recente lo stato di crisi della fertilità maschile. E tra le varie cause, sul banco degli imputati è finito anche lo stile alimentare e la contaminazione dei cibi con componenti chimici necessari per il loro trattamento.

Il prof. Andrea Lenzi, Endocrinologo presso lUniversità La Sapienza di Roma ha dichiarato ai microfoni del TG2: “L’uomo vive oggi in un ambiente ricco di sostanze simili agli ormoni femminili che riducono la funzionalità testicolare derivati dalla plastica, dai detergenti, dai pesticidi e dai conservanti. Esistono stili di vita che influiscono negativamente: fumo, alcool, droge. E anche tutte le patologie, le malattie classiche dell’uomo che aumentano con l’età e, quindi, rendono l’uomo meno fertile”.

L’età, è quindi, uno degli altri imputati non solo della infertilità maschile ma anche di quella femminile. Oggi, infatti, per motivi legati ai problemi di lavoro ed alla creazione di una stabilità economica, l’età media delle coppie che decidono di avere figli varia tra i 32 e i 35 anni. Eventuali problemi di sterilità che possono sorgere a propria insaputa già in periodo adolescenziale, rimangono sconosciuti fino al momento in cui si intraprende il concepimento. E a quelle età, spesso, il problema rischia di essere irreversibile.

cibi grassi

In un quadro europeo molto preoccupante, per fortuna gli italiani, questa volta occupano posizioni molto più rassicuranti, secondo alcuni studi condotti proprio dall’Università La Sapienza: “…questo sicuramente perché sono minori le alterazioni dell’ambiente, migliore lo stile di vita, migliore la nostra dieta e forse anche minori le nostre patologie“, come ha precisato il prof. Lenzi.

Già, la nostra dieta! Numerosi studi, già condotti da altri team di scienziati e presentati lo scorso anno al Convegno dell’American Society of Reproductive Medicine (ASRM) ad Orlando negli USA, hanno evidenziato come un’alimentazione a base di pesce, frutta, legumi e verdura e una moderata attività fisica aumenterebbero la mobilità degli spermatozoi. La dieta più indicata, quindi, è proprio quella mediterranea.

Audrey J. Gaskins, è autrice di una ricerca singolare, condotta su 188 uomini di età compresa tra i 18 e i 22 anni. Ai volontari è stato sottoposto un questionario sulle loro abitudini alimentari da cui sono emerse due tipologie di nutrizioni: una basata per lo più su carni rosse, dolci, carboidrati raffinati e bevande energetiche; l’altra su pesce, frutta, verdura, legumi e cereali integrali. In questi ultimi soggetti, la mobilità dei propri spermatozoi risultava di gran lunga migliore rispetto ai primi.

infertilità maschile

Diverse ricerche svolte da altri scienziati, hanno messo in evidenza risultati simili, soprattutto come la presenza di cibi ricchi di grassi fosse un fattore di diminuzione della mobilità degli spermatozoi.

Alla fine, il vecchio detto “siamo quello che mangiamo” è più che valido, e noi italiani, possiamo ancora conservare il vecchio primato di Latin Lovers. In ogni caso, per prevenzione è sempre meglio eseguire utilissimi test sulla nostra fertilità, già in giovane età, e continuare a mantenere una alimentazione sana e quanto più biologica.

Liam Gallagher

Liam Gallagher smentisce di avere una figlia illegittima

Stasera in diretta Tv: The Mentalist e Archimede-La scienza secondo Italia 1