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Aumenti bollette luce e gas: da oggi 2 luglio 2018 +8% e +6,5%

Aumenti delle bollette di luce e gas da oggi lunedì 2 luglio 2018. L’Ufficio studi e regolazione dell’associazione di consumatori Codici ha calcolato un aumento della tariffa trimestrale per luce e gas, nel mercato di tutela, di +8% per il gas e +6,5% per l’energia. E ci è andata pure bene: secondo Codici, infatti, l’aumento poteva essere ancora più alto. «Con il Collegio dell’Autorità a guida Bortoni – spiega a UrbanPost l’ufficio stampa dell’associazione – sono letteralmente esplosi i prezzi di energia, gas e non dimentichiamo il settore idrico. Il settore gas è saturo di incentivi da cui si evince che la spesa per il metro cubo ha a che fare con voci estranee alla materia prima. Nonostante ciò, proseguono imperterriti i maxi-conguagli e l’esistenza di distributori che non si assumono alcun rischio di mercato né alcuna responsabilità».

Aumenti bollette luce e gas: da oggi 2 luglio 2018 +8% e +6,5%

Non va meglio il settore dell’energia elettrica, su cui negli ultimi anni ha gravato enormemente il peso degli oneri di sistema. Gli oneri di sistema sono stati infatti contemplati non solo come incentivo alle rinnovabili, ma come sussidio a tutto tondo per chi non è meritevole, in quanto non contribuisce affatto ad un sistema ambiente ed energia virtuoso. Oneri per il consumatore, che sono stati invece elargiti alle aziende come aiuti di stato indiretti. «Con l’Autorità uscente – spiegano gli esperti di Codici – la tassazione indiretta a carico dei consumatori e delle piccole e medie imprese è divenuta insostenibile: si pensi alla concezione stessa di consumo che sottende la riforma tariffaria progressiva, ovvero l’appiattimento dei consumi, facendo in modo che venga meno il principio secondo cui “più consumi più paghi”, in barba all’ambiente e all’efficienza energetica».

aumenti bollette 2 luglio 2018

Dulcis in fundo, una notazione sul servizio idrico, tasto più che dolente con una rete colabrodo e dispersioni fino al 75% in molte aree del Paese. «Sindaci, consiglieri comunali e municipalizzate locali millantano investimenti sulla rete che in realtà non vengono effettuati – afferma Codici – E’ evidente che ci si sia trincerati dietro tariffe divenute esorbitanti, che non sono andate a finanziare gli investimenti finalizzati a migliorare la rete idrica, ma a rimpinguare le casse delle aziende del settore». Infatti una famiglia che consuma intorno ai 100 metri cubi all’anno può arrivare a spendere fino a 500 euro, mentre oltre i 200 metri cubi fino a 1.200 euro annui. Ormai, è evidente, si lavora per pagare le bollette.

Questi aumenti gravano in modo insopportabile sulle famiglie, che oramai non sono più numerose per ovvi motivi, ma sono sempre più povere come confermato dai dati Istat: siamo arrivati ad oltre 5 milioni di poveri assoluti, dato più alto dal 2015. «Dunque, se lo Stato con la sua tassazione grava per il 50% sul bilancio familiare, le utenze di luce, gas e acqua incidono per il 30%, rimane un misero 20% con il quale sopravvivere», commenta Codici trovandoci completamente d’accordo. Codici, come altre associazioni dei consumatori, si rivolge al Governo, affinché dia priorità assoluta ai cittadini – consumatori ed all’impatto che la regolazione del settore ha sulla loro vita reale. «E’ assolutamente necessario – ha affermato Luigi Gabriele – Responsabile Affari Istituzionali di Codici – porre rimedio ad una situazione che va ad esclusivo vantaggio di chi perpetua scorrettezze, rendite di posizione e vantaggi non più accettabili, senza curarsi di alcun tipo di efficientamento. Vogliamo un mercato competitivo ma trasparente, con regole chiare e tutele per i deboli, una cosa non deve necessariamente escludere l’altra. Inoltre, il servizio idrico deve diventare una volta per tutte esente da qualsiasi logica di mercato e dall’inefficienza della burocrazia pubblica. Deve essere un settore protetto e funzionale, insomma deve essere una  riserva assoluta di uno Stato migliore».

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Written by Andrea Monaci

48 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it, ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto tra gli altri per il "Lavoro e Carriere" e "Il Secolo XIX". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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