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Autismo adulti e bambini, Io Parlo per iOS e Android è un aiuto concreto: intervista a Fabio Lecca

Io Parlo è l’app per iOS e Android pensata per aiutare coloro che sono affetti da autismo a comunicare con il mondo intorno a loro. Il programma ora disponibile per iOS e Android è stato scritto da Fabio Lecca, Chief Technology Officer dell’Araneum Group. Fabio Lecca ha spiegato alla redazione di Urban Post Tech tutto quello che c’è da sapere su Io Parlo. 

Come è nata l’idea di creare un programma di comunicazione assistita come Io Parlo?

L’idea è nata dalla collaborazione con la ONLUS Genitori e Autismo, parlando dei dispositivi per la “comunicazione aumentativa alternativa”, che sono spesso grandi e scomodi da usare, nonché suscettibili di un certo imbarazzo da parte dell’utilizzatore. Poiché tablet e smartphone sono ormai comunissimi e oggetti “di moda”, abbiamo pensato che implementare alcune funzioni in un’app potesse aiutare concretamente gli utilizzatori a servirsene per entrare in contatto con gli altri e realizzare una forma di comunicazione senza imbarazzo e con notevole praticità, semplicemente estraendo il cellulare dalla tasca o il tablet dalla borsa. L’ultimo tassello di questo mosaico doveva essere la gratuità dell’applicazione, e così abbiamo unito gli sforzi per regalare a tutti uno strumento sicuramente migliorabile, ma speriamo utile a tanti utenti. Per ottenere la licenza dei simboli grafici PECS (Picture Exchange Communication System), di proprietà di una ditta americana (Symbolstix), i nostri volontari hanno in cambio fornito la traduzione in italiano degli oltre 11.000 simboli presenti nella base dati all’interno dell’applicazione”.

Per chi è stata pensata l’app Io Parlo?

L’applicazione è stata pensata per chiunque avesse difficoltà di comunicazione e potesse in maniera veloce e semplice comporre una frase e pronunciarla mediante un motore di sintesi vocale, con la possibilità di scelta tra voce maschile e femminile. In particolare, per la presenza dei simboli grafici in stile fumetto, ci rivolgiamo ai bambini con difficoltà di comunicazione, ma come sempre la realtà ha superato la nostra immaginazione, e abbiamo ricevuto messaggi di congratulazioni anche da parte di persone colpite da ictus che la usano regolarmente”

Come funziona precisamente l’applicazione per iOS?

“Abbiamo immaginato due tipologie di interazione: nella prima, pensata per persone di età più grande (oppure per insegnare a scrivere ai bambini), si scrive una frase in italiano con la tastiera del dispositivo o usando la dettatura, e la frase viene trasformata in una sequenza di immagini, che può essere pronunciata interamente oppure un simbolo per volta, indicandolo con il dito. I simboli predefiniti possono essere sostituiti con delle foto scattate con il dispositivo: l’utilizzo tipico è fotografare la mamma, il papà o i nonni in modo da rendere l’ambiente operativo ancora più familiare agli utenti. La seconda modalità prevede la costruzione di una frase mediante una gerarchia soggetto-verbo-oggetto, quindi una semplice frase può essere composta con tre tocchi sullo schermo. L’elenco delle parole da usare in ogni schermata è configurabile e consente di estendere a piacimento le possibilità di interazione”.

Cosa è possibile fare con Io Parlo?

Lo scopo principale è abilitare la comunicazione. E’ utilizzata autonomamente dalle persone con difficoltà per comunicare con il pubblico, ma vediamo che viene anche molto usata da parte di insegnanti per lo svolgimento di esercizi e l’apprendimento di nuove parole. In una prossima versione ci piacerebbe consentire agli utenti di liberare la loro fantasia, per costruire storie trascinando i simboli con il dito”.

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