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Auto, fusione tra FCA e Hyundai: tra indiscrezioni e rumors fantasiosi

Sono tornate a circolare in queste ore voci insistenti di una possibile fusione tra Fiat Chrysler Automobiles e Hyundai. Il matrimonio tra il gruppo automobilistico italo-americano e il colosso coreano è al momento una pura indiscrezione, al limite della “fake news”. Nulla di ufficiale trapela dai quartier generali delle due società e nessuna fonte importante ne parla, tuttavia i rumors sono molti. L’ultimo autorevole intervento sull’argomento risale al dicembre del 2018 ed è comparso su Il Sole 24Ore:  “Staremo a vedere. Ma i rumors hanno del fantasioso. L’ipotesi più credibile circa una possibile fusione in vista da parte di Fca, resta ancora quella con il Gruppo Hyundai-Kia, il vero partner ideale per capacità finanziarie e piani di sviluppo futuri anche nell’ambito dell’elettrificazione oltre che della guida autonoma”, scriveva il quotidiano economico.

Le conseguenze di un passaggio di proprietà “in blocco” di FCA sono tutte da valutare. I più attenti, però, vedono ricadute negative per l’occupazione in Italia, considerati gli alti costi del lavoro del nostro paese rispetto agli altri in cui sono presenti i siti produttivi del colosso coreano. Ma in questo momento siamo al limite della fantascienza, per cui è prematura qualsiasi considerazione in merito. Possiamo invece affermare con sicurezza che se la fusione andasse in porto, Hyundai raggiungerebbe la leadership assoluta nel settore automobilistico. Con i dati attuali di vendita il nuovo gruppo composto da FCA e dal marchio coreano si posizionerebbe al 1° posto tra i produttori di auto con oltre 12,5 milioni di vetture vendute (oggi in testa alla classifica c’è Volkswagen con 10,8 milioni di auto vendute nel 2018), acquisendo inoltre una posizione rilevante nel mercato strategico dei veicoli Suv e fuoristrada (con l’acquisizione del marchio Jeep).

Nemmeno un mese fa si parlava, invece, di un interesse cinese per alcuni asset di FCA. Secondo Milano Finanza alcune attività del gruppo italoamericano, insieme ad alcuni asset di CNH Industrial, sarebbero nel mirino di Geely, “gruppo automobilistico cinese fondato dal magnate Li Shufu che controlla tra gli altri, oltre al brand omonimo nel Paese del Dragone, anche i marchi Proton in Malesia e Volvo, Polestar e Lotus sui mercati occidentali”.
Intanto oggi ACEA ha comunicato che nel mese di gennaio 2019 sono state immatricolate nell’Unione Europea poco meno di 1,2 milioni di vetture, con una flessione del 4,6% rispetto allo stesso periodo del 2018. Lo scorso mese il trend di Fiat Chrysler Automobiles è stato peggiore rispetto al mercato, registrando un calo delle immatricolazioni del 14,9%, con poco più di 71mila vetture vendute.

Written by Andrea Monaci

47 anni, fondatore e direttore editoriale di Urbanpost.it Ha iniziato la sua carriera con la cronaca locale, ma negli ultimi 20 anni si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto, tra gli altri, per il "Secolo XIX" e "Lavoro e Carriere". Quando non lavora le sue passioni sono la musica rock, i cani, le vecchie auto e la buona cucina.

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