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Autovelox, sicurezza stradale, cinture: tutto sulla Direttiva Minniti

La Direttiva Minniti è stata emanata il 21 luglio e punta a favorire l’impiego diffuso della tecnologia non solo a fini sanzionatori ma, appunto, con l’obiettivo di ridurre drasticamente gli incidenti stradali. Si va dal costante monitoraggio da parte dei prefetti sulla collocazione dei sistemi di rivelazione della velocità, affinché servano esclusivamente ad esigenze di sicurezza stradale, alla verifica annuale delle apparecchiature.

Più di 800 morti dall’inizio dell’anno, un aumento costante che ha fatto di questi primi sei mesi e mezzo del 2017 il periodo peggiore dal 2001, più di 3.000 sanzioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso per l’uso del cellulare alla guida. Il ministro dell’Interno Marco Minniti corre ai ripari contro quello che lo stesso Dipartimento di Pubblica Sicurezza definisce un segnale allarmante.

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Direttiva Minniti: gli autovelox

Gli autovelox, secondo quanto riportato dalla Direttiva Minniti, può essere utilizzata solo dai corpi e dai servizi di polizia locale e mai da società private. È consentito alla polizia acquisire apparecchi in leasing da privati o in comodato da altre pubbliche amministrazioni. Le stesse apparecchiature devono essere costantemente mantenute nella completa ed esclusiva disponibilità degli organi di polizia stradale.

Anche la convalida delle immagini prodotte dalle apparecchiature e la sottoscrizione delle multe devono essere sempre effettuate dagli organi di polizia stradale e così pure ogni altra operazione che concorra alla formazione dei predetti verbali.

Alle ditte private possono essere affidate attività puramente manuali e complementari quali:

  • la rimozione e sostituzione dei rullini,
  • lo sviluppo degli stessi
  • la stampa dei fotogrammi
  • la masterizzazione dei dati o la predisposizione degli stampati per le procedure di notifica,
  • stampa dei verbali relativi alle violazioni accertate dalla polizia e relativo imbustamento,

In quale tratto di strada?

Il tratto di strada sottoposto a controllo della velocità deve essere minimo di 500 metri. I controlli elettronici della velocità possono essere effettuati lungo tutte le tipologie di strada, stabilisce la nota. Per la polizia municipale nessun limite eccetto le autostrade e i confini comunali.

Direttiva Minniti: quale distanza per gli autovelox?

Secondo quanto espresso dalla Direttiva Minniti c’è una distanza minima? Risposta negativa: secondo la legge, infatti, non c’è un “numero” di distanza tra il segnale stradale o il dispositivo luminoso di preavviso e la postazione di controllo. La Cassazione ha detto che la distanza deve essere adeguata in relazione alla velocità locale predominante.

  • Autostrade e strade extraurbane principali: m. 250;
  • Strade extraurbane secondarie e urbane di scorrimento (con velocità superiore a 50 km/h): m. 150
  • Altre strade: 80.

Quanto alla distanza massima, in conformità con l’ultima interpretazione della Cassazione, la direttiva specifica che la distanza tra il cartello di avviso e l’autovelox può essere di massimo 4 chilometri: superata questa distanza o c’è un nuovo cartello oppure la multa è illegittima.

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Direttiva Minniti: i tutor

I tutor, detti anche dispositivi di controllo della velocità media, non devono essere impiegati su tratti di strada troppo brevi, tali da far prospettare un controllo pressoché simile a quello della velocità istantanea o puntuale. A tal fine si ritiene opportuno che la distanza minima tra le sezioni di ingresso e di uscita del tratto stradale lungo il quale si esegue il controllo non risulti inferiore a:

  • 500 metri se la velocità ammessa lungo lo stesso tratto non sia superiore ai 60 Km/h;
  • 1000 metri se la velocità ammessa è superiore o uguale a 100 Km/h.
  • Il tutto con distanze minime intermedie in funzione della velocità nell’intervallo tra 60 e 110 km/h.

Direttiva Minniti: percentuale di riduzione al trasgressore

Alla velocità accertata da tutor e autovelox deve essere applicata una riduzione a favore del trasgressore pari al 5% del valore rilevato, con un minimo di 5 Km/h. Eventuali decimali risultanti da questa operazione non possono essere oggetto di ulteriore arrotondamento, né è possibile tener conto di eventuali ulteriori percentuali di riduzione collegate all’incertezza della misura dello strumento che sono già comprese nella percentuale citata.

Direttiva Minniti: foto solo per infrazione

Gli autovelox, i tutor e gli altri apparecchi di controllo elettronico, pur potendo effettuare un continuo monitoraggio del traffico, possono memorizzare le immagini solo in caso di infrazione. La registrazione continua del monitoraggio del traffico può essere conservata in forma di dati anonimi senza possibilità di identificazione dei veicoli o delle persone e può essere usata solo per studi o ricerche sul traffico.

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