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Aversa, chi è Alessia Cinquegrana: la prima sposa Trans in Italia (FOTO)

Aggiornamento ore 20:09: Si è concluso poco prima delle 17 il rito civile che ha unito in matrimonio Alessia Cinquegrana, miss Trans 2014, e il suo (ex) migliore amico Michele. Il fatidico ‘sì’ è stato suggellato dagli applausi delle decine di persone presenti.

La sposa al settimo cielo: “Sono felicissima, non mi aspettavo questa accoglienza da star”, ha così commentato le scritte omofobe apparse stamani su un muro nei pressi di piazza Municipio: “Non mi toccano. Queste persone sono represse, io invece sono felice di ciò che sono”.

La neo sposa ha inoltre rivelato a Repubblica.it quello che è il prossimo progetto suo e del neo marito: “Adottare una bambina. Ora ho tutti i documenti in regola”. Il matrimonio è stato celebrato dal vice-sindaco di Aversa Federica Turco, accompagnata dall’ufficiale di Stato Civile Anna Belluom

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Oggi ad Aversa si fa la storia in Italia: per la prima volta una trans diventerà sposa. Sarà Alessia Cinquegrana, miss Trans 2014, a convolare a nozze. Lo farà sposando Michele, quello che a sua detta in passato era il suo migliore amico. Ad Aversa, alle ore 16:30, sarà celebrata la cerimonia tra Alessia Cinquegrana e Michele Picone: nel Municipio del Comune campano saranno pronunciati gli articoli del codice civile 143 e 144 rispettivamente sugli obblighi di reciproca fedeltà e assistenza e di fissare dove ritengono la residenza della famiglie.

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Ma chi è Alessia Cinquegrana? Nata in un “Corpo sbagliato”, in passato si chiamava Giovanni. Poi la decisione di finire sotto i ferri per un intervento demolitivo: così Giovanni è diventato Alessia Cinquegrana, una donna capace di salire agli onori della cronaca per aver trionfato al concorso Miss Trans 2014. Importante anche il seguito che la donna ha sui social, specie su Instagram, dove è seguita da oltre 1000 followers.

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Ma c’è una particolarità in Alessia. La sposa Trans, 29 anni, insegnante di ballo latino e stilista, è la prima transessuale ad approdare al matrimonio in Italia ma senza aver completato il cambiamento dei genitali. È stata dichiarata donna dal tribunale di Napoli, ma ha scelto per ora di non sottoporsi all’intervento chirurgico finale, quello appunto che la trasformerà per sempre da uomo a donna.

  • Alessia Cinquegrana: “Io e mio padre non ci parliamo da 11 anni”

Alessia Cinquegrana si racconta a Repubblica e parla di un’assenza importante: quella del padre. “Oggi ci saranno mia mamma, che mi ha messo al mondo quando aveva 15 anni, mia nonna, i miei fratelli, i miei amici. Non ci sarà mio padre: non ci parliamo da 11 anni, da quando ho iniziato la mia trasformazione. Non vuole vedermi, né lui né la sua famiglia: si vergognano. Non posso guardarti, mi ha detto un giorno. Eppure fino a che sono stato un ragazzo ero il suo figlio preferito. Non ci saranno neanche i parenti del suo sposo, Michele: “Non accettano il matrimonio, li posso capire.” rivela Alessia Cinquegrana.

  • Alessia Cinquegrana: “Sono sempre stata donna”

Nella lunga intervista concessa a Repubblica, inoltre, Alessia Cinquegrana si sofferma su quando lei ha capito di essere nata in un corpo sbagliato. “Da piccolissima. Io non sono diventata transessuale, sono nata così. Sono sempre stata femminile, mi vestivano da maschio ma rubavo a mia sorella i suoi abiti, i suoi fermagli, le bambole, le cose da bambina. Crescendo ho iniziato a capire. E a soffrire.”

  • Le operazioni per diventare donna

Alessia Cinquegrana ha parlato anche del calvario fisico che ha dovuto subire per il cambiamento da uomo a donna: “Sì, la transizione è la nostra croce. Ho fatto più interventi al seno, alle corde vocali, un’infinità di cure ormonali, operazioni su operazioni. Un dolore da pazzi. Ma oggi sono contenta del mio fisico. Mi vedo bella. Nel 2014 ho anche vinto il concorso di Miss Trans”. Come già evidenziato, però, Alessia Cinquegrana non ha fatto l’ultimo passaggio, quello per cambiare anche i genitali: “Non ce la facevo più. Dopo l’operazione alle corde vocali sembrava che non potessi più parlare. Ho avuto paura. Troppo dolore. Ma io sono una donna anche così. E Michele è d’accordo. Del resto ormai lo riconoscono anche i giudici: per poter rettificare il proprio sesso non occorre l’operazione.”

 

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