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Babilonia Teatri, Pinocchio: rivivere per esserci

La vita addosso. Lo scontro quotidiano con il respiro. L’emergenza di mettersi in salvo. L’urgenza di esserci di nuovo, nuovi, perché ieri c’è stato, ma è oggi che ci siamo ritrovati. Babilonia Teatri, compagnia diretta da Enrico Castellani e Valeria Raimondi, alla Biennale Teatro 2016 porta in scena il suo Pinocchio del 2012 – vincitore del Premio Associazione Nazionale dei Critici di Teatro nel 2013 – con Enrico Castellani, Paolo Facchini, Luigi Ferrarini, Riccardo Sielli e Luca Scotton. Qui la scena è dignità della vita che abbraccia l’anti-pietismo: è riduttivo, ma ancora più nitido, è banale trovare doverosi gli applausi a chiusura di spettacolo perché i non-attori sono persone che sono state pezzi di legno per tempo (Gli amici di Luca sono stati in coma realmente); porti la vita nuda e cruda e diventa facile costruire?

È qui che arriva la pura attenzione di magia da Fata turchina: è di fronte alla vita che accade il Teatro. Dove sta il Paese dei balocchi? “Il coma è come la macchina dei Flinstones, senza motore… come la zucca di Halloween“, e poi si rivive, in pensione, si ricrea da zero, armati di una consapevolezza estrema: è il secondo inizio.

Rivivere mette in gioco ogni filo da burattino, per sentirsi, carne e ossa senza naso lungo o coda pelosa, ma essere presenti, nel teatro che abbandona il macigno della tecnica allarmante, per darsi pace e ritrovare se stesso, nella sua natura.

Photo Credit: Marco Caselli Nirman / press

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