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BabyInItaly, intervista a Alice Palumbo: “È l’incontro tra carriera e vita privata”

Sono in molti a definire BabyInItaly come un “Tripadvisor per famiglie” eppure questa piattaforma è molto di più: condivisione, informazione, acquisto e confronto. E come molte imprese al femminile è nata dell’idea di una mamma che ha deciso di unire le proprie conoscenze professionali ad suo essere madre; Urban Donna – Mamma ha intervistato la founder Alice Palumbo.

Ci racconta brevemente come è arrivata a far nascere BabyInItaly?
Diciamo che io sono un’umanista che nel tempo si è avvicinata al concetto di “reputazione”; mi hanno sempre incuriosito quelli che erano i meccanismi che coinvolgevano le persone e lavoravano sul concetto di opinione. Un po’ per questo, un po’ per via di esperienze lavorative sono arrivata nel 2011 ad aprire una società che cominciava a fare u po’ di sperimentazione sulla reputazione per capire quello che succedeva sulla rete attraverso dei sistemi che interpretassero i dati disponibili. Parallelamente ho avuto i bambini: nel 2013 infatti è nata Penelope e nel 2014 è nato Giacomo e così mi è venuta un’idea, quella di cercare di capire cos’è la “reputazione” applicata ad un settore specifico. Quindi un po’ per una questione personale, è nato un blog che si occupava di tutto quello che gira intorno all’essere mamma e al proprio bambino che poi è diventato un sistema condiviso e aperto dove si potessero lasciare recensioni e referenze. Tante volte lo hanno definito come un “TripAdvisor per famiglie” però BabyInItaly non c’è solo “quel posto è bello o brutto, si mangia bene o male”, si tratta sempre di racconti un po’ più emozionali, di impressioni. Diciamo che BabyInItaly è un pezzo di cuore per me perché è l’incontro tra la mia carriera professionale e la mia vita privata.

A vedere i dati delle visualizzazioni, BabyInItaly dopo la sua nascita è cresciuto in modo esponenziale…
Sì, allora è cresciuto moltissimo ad inizio anno sostanzialmente in parallelo a due cose; 1- relativamente al concetto di market place che è partito perché abbiamo fatto una riflessione: abbiamo detto questo sito è un luogo condiviso di opinioni ed esperienze , come potremmo fare un piccolo fatturato restando coerenti con quella che è la nostra missione? Abbiamo costruito quindi un’area shop dove chiunque lavora con i bambini ed è stato recensito positivamente può gestire in autonomia il proprio shop. Questo passaggio ha incrementato l’utile perché tutte queste realtà, che offrono prodotti o servizi, possono presentarsi e creare il proprio shop gratuitamente e loro devono solo lasciare al progetto una piccola percentuale. Questo primo passo ha creato il ponte tra chi offre e chi ne gode davvero, le famiglie. 2- L’introduzione sul portale del concetto di tester, di servizio; noi chiediamo a tutti i gestori di servizi per bambini che vogliono entrare nel market place di lasciare almeno un omaggio a disposizione della community. Questo sistema ci permette di ricondividere dei prodotti o dei servizi in omaggio, come può essere mandare una famiglia in montagna due giorni e chiedere loro di recensire il servizio offerto; chiaro è che non abbiamo abbastanza omaggi per tutta la comunità però evidentemente è una cosa che è stata apprezzata. Poi è chiaro che i numeri non sono sempre uguali, ci sono i mesi più caldi e quelli meno, dei contenuti che piacciono di più e quelli meno e non dipende da noi.

Cosa significa secondo te essere mamma nel 2016?
Non esiste una formula, un regola già definita, ogni mamma è a sé, non esiste un disegno già definito dell’essere mamma. Ti faccio un esempio; c’è stata recentemente la festa di fine anno all’asilo dei miei bambini in una fattoria didattica e c’era la gara di torte tra le mamme ma io non ho fatto in tempo a fare la torta; per un momento ho pensato di andare in pasticceria a prenderla poi incartarla come fatta in casa e dire che l’avevo fatta io ma alla fine ho lasciato perdere. Non esiste la mamma perfetta a 360 gradi; ho tante amiche tra chi lavora a casa e chi lavora part time, alla fine esiste solo la modalità che va bene a noi e ai nostri bambini. La mia fortuna è anche avere un marito presente e attivo che mi aiuta, abbiamo imparato a prenderci i nostri tempi come famiglia. Quello che posso dire è che, in un certo senso, dopo il parto hai la sensazione di essere fortissima, di riuscire a fare tutto, ci cambia dal corpo alla testa questa energia. Ti senti ancora più forte e pensi di poter fare qualsiasi cosa, sei in grado di non dormire tutta la notte e di sorridere al mattino ma soprattutto impari a ottimizzare i tempi.

E invece com’è essere donna in carriera, imprenditrice in Italia oggi?
Dipende molto da ciascuno di noi e dalla grinta che ci si mette; in alcuni spazi e in alcune generazioni è più difficile e soprattutto non è facile a volte gestire la relazione con l’altro genere; poi non è sempre così, ti posso fare l’esempio di Brescia, un pezzetto molto tradizionale d’Italia fatta in gran parte di una generazione più “senior” e un po’ maschilista. Però vedo anche tutta una squadra di giovani imprenditori, della mia età, tra i 30 e i 40, dove di fatto essere maschi e femmine non conta o quantomeno non conta tra imprenditori: non so se sarebbero altrettanto equi se si trattasse delle loro mogli. Per una donna non è facile e prima di tutto deve avere un compagno che abbia la voglia di condividerla con il mondo, pensando che questo andrebbe ad arricchire anche la propria famiglia.

Grazie

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