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Bacio saffico nel bar: la titolare le caccia via. Accade a Treviso

A Treviso, giovedì scorso, Anna e la sua compagna decidono di andare in un bar dove erano state altre volte, per trascorrere qualche ora insieme e ripararsi dal freddo. Dopo aver preso posto ordinano due bevande calde e, nell’attesa di essere servite, si scambiano qualche effusione, l’una poggia la testa sulla spalla dell’altra e si danno un bacio sfiorandosi le labbra. Una questione di attimi, per loro ‘fatali’.coppia omosessuale discriminata

La titolare le vede e immediatamente le invita ad accomodarsi fuori dal locale, in quanto ‘colpevoli’ di un comportamento poco educato. Così racconta l’accaduto Anna, una delle due protagoniste della vicenda: Ci siamo date un bacio a fior di labbra. Nulla di scandaloso, perché ci siamo appena sfiorate. È stata questione di un attimo. Ma l’esercente ha reagito, si è piazzata in mezzo al bar, ha alzato la voce e ci ha detto che se volevamo fare quelle cose dovevamo andarcene.”

Scappate via del bar, una volta fuori si domandano “Cosa mai abbiamo fatto di così terribile?”, e tornano dentro per chiedere spiegazioni. Sentendosi umiliate pubblicamente solo perché omosessuali, non si capacitano del perché un bacio e una carezza abbiano potuto provocare quella eccessiva reazione della titolare che, certamente, avrebbe potuto esprimere il suo dissenso usando un atteggiamento civile e rispettoso. Ma il chiarimento a quanto pare non c’è stato, come si evince dalle parole di Anna: “È stato imbarazzante perché ci ha detto che il bar è casa sua e che non vuole quel genere di clienti. Poi, alla nostra reazione, ha aggiunto che si sarebbe comportata allo stesso modo anche se a baciarsi fossero stati un ragazzo e una ragazza” e con amarezza conclude: “Invece, ci ha volute svergognare perché siamo lesbiche. E ci ha ferite”.

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