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Balducci chiude: tutti i perché dell’addio alle scarpe con gli occhi

E’ arrivata nei giorni scorsi, subito prima di Pasqua, la notizia della chiusura di una delle aziende storiche made in Italy, il calzaturificio Balducci con sede in Toscana a Pieve a Nievole in provincia di Pistoia. La storica azienda, nata come piccolo laboratorio artigianale a Monsummano nel 1934, nel 2014 aveva imponentemente festeggiato gli 80 anni di attività con un evento durante la fiera Pitti Bimbo di Firenze. Dal quel momento però, causa anche la crisi economica, la storica azienda di calzature per bambini ha avuto un percorso tutto in salita fatto di cali di produzione, diminuzione del personale fino all’impossibilità di continuare. Un percorso che lascia tutti di stucco se si pensa che “le scarpe con gli occhi”, celebre modello tra i must dall’azienda toscana, ha accompagnato nei primi passi generazioni di bambini. Non solo il design all’epoca innovativo e divertente ma soprattutto la qualità dei materiali e della calzata per i piedi dei più piccoli assicurava ai genitori un prodotto unico. Quali allora le cause, oggi, della chiusura di questa storica azienda?

“Nel 2015 […] con l’avvio delle prime spedizioni della stagione primavera-estate, la situazione di estrema difficoltà si è palesata in termini di annullamenti degli ordini acquisiti (oltre il 18% di media) e nell’aumento delle insolvenze dei clienti soprattutto interni. Il fatturato previsto dei clienti italiani è andato calando di un 15%” ha spiegato il calzaturificio Balducci in un comunicato per rendere nota, una settimana fa, la chiusura definitiva della produzione e di lasciare a casa i 23 impiegati e i 22 operai rimasti dipendenti dell’azienda dai circa 80 di qualche anno fa. “Il 2016 è iniziato subito con ulteriori richieste di rientri. Gennaio e febbraio hanno visto aumentare esponenzialmente le perdite. Il dato complessivo sul mercato interno registra un calo del 24%, sia in termini di paia che di valore passando da 3,7 a 2,8 milioni il totale di ordini”.

“La famiglia Balducci è purtroppo giunta a questa grave decisione dopo numerosi tentativi di rifinanziamento e con la consapevolezza di aver percorso ogni azione possibile sul mercato e a tutela dei propri lavoratori, come dimostrano i decenni di storia di questa società” spiega la nota diffusa dall’azienda subito prima di Pasqua. Parole che però non sono sufficienti a spiegare come, un’azienda leader del settore, sia caduta in disgrazia in questo modo negli ultimi anni. “I fattori che hanno concorso alla drastica decisione sono la crisi economica internazionale da una parte e, dall’altra, la progressiva perdita da parte dell’opinione pubblica del concetto di scarpa sana e di qualità per i propri piccoli. Le giovani mamme oggi acquistano scarpe carine e accattivanti, economiche e fatte in China, ammaliate dalla potenza comunicativa di questi super marchi” ha cercato di spiegare Emanuele Caldarera, capo creativo Balducci. Parole certamente vere che però dovrebbero forse essere affiancate ad una totale assenza dell’azienda sui nuovi media in modo accattivante, una mancanza di rinnovamento nelle linee e nel design delle scarpine e nella perdita quasi totale invece dei modelli storici che hanno fatto grande questa azienda.

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