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Ballarò, Emma Bonino su Renzi: uno slogan non basta, studiare è meglio

Ballarò, è una Emma Bonino forte e risoluta quella che si presenta ai microfoni di Massimo Giannini, nonostante la malattia che da mesi la affligge: “Dal corpo del malato alla politica” è lo slogan che la Bonino ripete, ricordando l’impegno e le idee di Luca Coscioni e Piero Welby. “Chi è malato è ancora in grado di offrire molto alla società e alla politica” afferma convintamente l’ex ministro degli esteri.

Interrogata da Giannini su malattia e fede la leader radicale sgombra il campo ed afferma convinta: “Ho grande rispetto per chi ha fede, sopratutto se la pratica con rigore, ma a me basta la carta universale dei diritti della persona, che è già difficile da seguire e far rispettare“. E sulle ipotesi di una sua candidatura alla Presidenza della Repubblica taglia corto: “Il mio nome non è mai stato preso sul serio da nessuno”. Giannini parla di “ipocrisia della politica” e la Bonino risponde pronta: “Ecco, l’ha detto lei, andiamo avanti”.

L’intervista si sposta sul fondamentalismo islamico: “E’ in corso una guerra?” chiede Giannini. “Innanzitutto sono i musulmani ad essere in guerra tra di loro– spiega Emma Bonino– e non solo nel conflitto tradizionale tra sunniti e sctiti ma in una guerra all’ultimo sangue per la predominanza politica all’interno della famiglia sunnita. E’ una lotta crudele che ha attraversato tutto il mediterraneo, da una parte c’è chi vuole l’islam politico per via elettorale e dall’altra chi cerca l’islam politico attraverso il terrore. Noi siamo stati tirati in ballo anche sopratutto dalla capacità dei fanatici di usare i media– continua- infatti abbiamo improvvisamente dell’esistenza dell’Isis, che esiste in realtà dal 2006“. Per la leader radicale “Isis sta diventando una psicosi ma dovremmo piuttosto chiederci cosa fare in un guerra che è, prima di tutto, una loro guerra“.

E proprio sulla politica estera Emma Bonino affonda: “L’Italia considera la politica estera come un perditempo per diplomatici: la realtà è che si tratta della vita di ogni giorno di tutti voi, del costo dell’energia, della sicurezza, dell’esportazione, dovremmo capire che non è uno sport di perdigiorno. Rispetto a Germania, Inghilterra e Francia spendiamo pochissimo e quando arrivano queste sfide, a parte sparate e tweet di turno, non abbiamo capacità e risorse per intervenire. Abbiamo solo 900 diplomatici in tutto il mondo- continua la Bonino– i tedeschi il doppio, i francesi il triplo, gli inglesi il quadruplo. Non possiamo sempre aspettare che venga tutto dall’Europa in questo piagnisteo senza fine, il presente e il futuro dei nostri figli si giocheranno nel rapporto con gli altri“. Insomma, per Emma Bonino non è chiudendo le frontiere che si costruirà un futuro di crescita e serenità.

E sul premier Matteo Renzi? “Sono d’accordo sul rinnovamento generazionale- dice Emma Bonino sorridendo– ma essere giovani non è gran merito, e dura pochissimo. L’esperienza è importante e la leadership non sta nel negare la complessità ma nel governarla. Uno slogan non basta, studiare è meglio” conclude tagliente.

olgettine

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