in

Ballarò, scintille a sinistra tra Camusso, Orfini e Vendola

Ballarò, è scontro in studio tra la segretaria della Cgil Susanna Camusso e il presidente del Pd Matteo Orfini. Al centro del dibattito il lavoro, le politiche ad esso correlate e i 100.000 nuovi posti in più che l’Istat ha certificato per il mese di dicembre: “Se usciamo dalla propaganza dobbiamo avere il coraggio di dire che quei posti di lavoro sono posti che durano alcuni giornate, al massimo un mese– spiega Camusso– la realtà è che ci sono tre milioni di disoccupati e gran parte dei lavoratori riceve retribuzioni che non permettono di vivere dignitosamente“.

Per la segretaria la parte povera del paese non ha avuto accesso agli 80 euro e la vera emergenza resta ancora il lavoro: “E’ una follia tenere le persone a lavorare fino a 67 anni avendo il 40% dei giovani che non trova lavoro“. Per uscire dall’impasse bisognerebbe offrire “incentivi per le assunzioni davvero nuove e non per chi licenzia per poi riassumere gli stessi lavoratori con minori tutele“. Insomma, per la Camusso servirebbe un vero “piano del lavoro”.

Ma il presidente del Pd Matteo Orfini non ci sta: “Gran parte delle azioni del governo derivano dalle richieste della Cgil, mi dispiace che la Camusso faccia gli scioperi contro se stessa“. E poi, “il sindacato non deve stare al governo, la Cgil rappresenta una parte del mondo del lavoro“. “Una grande parte” precisa la segretaria. “Per la prima volta ci sono timidi segnali di ripresa, non solo sull’occupazione, ed è ridicolo che una sindacalista dica che le nuove assunzioni non vanno bene– spiega ancora Orfini– la produzione industriale riprende, abbiamo ridotto irap e i contratti indeterminati costano meno di quelli precari, abbiamo investito per assumere i precari della scuola, abbiamo risolto alcune crisi importanti, stiamo lavorando sulle universalizzazioni degli ammortizzatori sociali, abbiamo incentivato i contratti a tempo indeterminato“.

Ma per la Camusso non è così, semmai li avete cancellati“. E se per Orfini gli 80 euro sarebbero “una delle più grandi redistribuzioni della ricchezza di questo paese“, per la segretaria Camusso “non si può continuare a raccontare bugie” perchè “non c’è più un lavoratore che sia tutelato col reintegro dopo il licenziamento“. “Tante persone che non lo avevano hanno trovato lavoro e vieni a dire che non è lavoro?accusa Orfini.

Ed è a questo punto che interviene a dare manforte a Susanna Camusso il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola: “Le rilevazioni dell’Istat considerano come posto di lavoro anche un contratto a ore, anche i ragazzi che incartano i regali. Ed infatti la rilevazione riguarda dicembre, il mese del Natale. La drammaticità della crisi non consente propaganda– spiega il leader di Sel– e la ripresa industriale, che è legata alle esportazioni, è frutto del lavoro e dell’iniziativa di Bce e Mario Draghi, altro che governo!“.

Gli 80 euro, sempre secondo Vendola, sarebbero stati “messi nella tasca destra e tolti dalla tasca sinistra dal governo“. “Se non colpisci la ricchezza e togli fondi a sanità, welfare e sociale racconti solo una bella favola” conclude. Ma il segretario del Pd rilancia e attacca: “Draghi ha agito grazie alla battaglia che Renzi ha fatto in Europa, infatti il governo italiano è visto come il faro del centrosinistra. E gli 80 euro- conclude- sono sì stati tolti alle regioni, ma le regioni potrebbero a loro volta tagliare sugli sprechi“.

Tetra Pak lavora con noi 2015

Tetra Pak lavora con noi: ecco ‘Tetra Pak Boot Camp 2015’, il programma per laureati

Europa League

Fiorentina News Montella: “Questo è il Mario Gomez che volevamo”