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Ballarò, tutti contro Matteo Salvini. Crocetta: dice cretinate

Ballarò, polemiche su immigrazione e razzismo. Così il presidente della Regione Sicilia Rosario Crocetta: “Salvini non ha ancora capito cosa si agita nel mondo islamico e perché rischiamo seriamente uno scontro di culture per questioni serie e non per i disperati che cercano una vita migliore. E poi- continua Crocetta– quando ci furono le primavere arabe c’era Maroni ministro dell’interno: è facile adesso fare polemiche, ma quando la Lega era al governo Lampedusa fu letteralmente invasa. Io ci andai con la commissione parlamentare europea e c’erano 5000 persone solo sull’isola. E’ chiaro che non possiamo accogliere tutti gli immigrati del mondo, servirebbero flussi controllati, ma prima di tutto dovremmo chiederci come poter collaborare con i paesi arabi, il resto sono cretinate“.

“La Lega ha fatto degli errori, anche io li ho fatti, non penso di essere più intelligente di altri ma ho preso atto che le due emergenze del paese, il lavoro e l’immigrazione, sono emergenze anche a Roma a Taranto e a Lecce e non solo al Nord. Anche al Sud i politici non sanno dare risposte- spiega Matteo Salvini– e per questo ci vado, piaccia o non piaccia al ragazzo che mette manifesti abusivi, e che spero che multino”. E il riferimento è al ragazzo che accusa il leader del Carroccio durante un collegamento da Roma, dandogli del fascista e del violento.

“Mai dare patenti agli altri- interviene il ministro dei trasporti Maurizio Lupi– e non si combatte Salvini con le risposte di questi ragazzi: è chiaro che la Lega cavalca la rabbia suscitata da sette anni di crisi, ma la sfida per combatterla è capire quali risposte dare oggi ai cittadini per i problemi che oggettivamente ci sono“. Il ministro fa l’esempio dell’Europa, su cui non servirebbero “il populismo e la demagogia dell’estrema sinistra e dell’estrema destra”, perché “la realtà è diversa dai proclami che si fanno quando si sta all’opposizione“. Ed il riferimento è a Tsipras.

Matteo Salvini non perde l’occasione di rilanciare: “Noi non facciamo demagogia, noi governiamo due regioni e il nostro Luca Zaia è uno dei governatori più amati di sempre. Sabato scenderemo in Piazza del popolo e mi auguro che nessuno ci impedisca di esprimerci, perché io non ho mai usato la violenza per impedire agli altri di parlare”. E poi l’ammissione ufficiale: “Non mi interessa la demagogia, mi interessa andare al governo e provare a combattere Renzi“.

Milan Morata

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