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Bambino morto per otite non curata, omeopata torna a lavoro e spunta un nuovo caso del dottor Mecozzi

Bambino morto per otite, l’omeopata, il dottor Mecozzi, è nuovamente a lavoro. Da oggi, infatti, il medico che ha consigliato i trattamenti omeopatici per l’infezione del piccolo Francesco è di nuovo al suo posto dietro la scrivania. E come riporta Il Resto del Carlino, il dottore avrebbe inviato oltre 3000 messaggi su WhatsApp ai suoi pazienti per far sapere di essere tornato a lavoro. Solo tre giorni di sospensione per il dottor Mecozzi.

>>> Perché chi esercita l’omeopatia è iscritto all’albo? <<< 

Intanto, Il Resto del Carlino raccoglie la testimonianza di un altro caso curato con l’omeopatia dal dottor Massimiliano Mecozzi. Un bambino di cinque anni di Pesaro, punto in un piede da un’ape, è stato curato dall’omeopata con i suoi preparati. Dopo i primi giorni, però, l’infezione sale alla caviglia e al polpaccio e al terzo giorno l’infezione arriva al ginocchio. Così la mamma, disperata, contatta Mecozzi che le dice che presto il piccolo guarirà e di non andare al pronto soccorso. La madre, però, al quarto giorno decide di portare il piccolo ospedale al San Salvatore di Pesaro e i medici si accorgono che il bambino rischia l’amputazione altrimenti la gamba va in cancrena.

Bimbo morto di otite ad Ancona

Sottoposto a terapia cortisonica e antibatterica, la gamba del giovanissimo è salva. I medici valutano se denunciare la mamma e il medico per omissione di soccorso ma soprassiedono; la donna, tornata da Mecozzi, si sente rimproverare per essere andata al pronto soccorso e le dice che potrà ripresentarsi in ambulatorio solo dopo sei mesi in modo che il bimbo sia purificato dal cortisone.

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