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Bambino veglia la madre morta per un giorno, poi chiama aiuto: «Non si muove, mamma ha la faccia tutta nera!»

Ha vegliato la madre morta stesa sul divano per un giorno, un’esperienza che purtroppo si porterà dietro per tutta la vita. In un’abitazione in provincia di Milano un bambino di soli 10 anni è rimasto accanto al corpo della mamma per ore ore, forse all’inizio non aveva realizzato quanto accaduto, non poteva né voleva credere che la madre, la persona a cui teneva più di ogni altra cosa, non si sarebbe più alzata, non avrebbe camminato più in giro per caso, non avrebbe più spalancato le labbra per un sorriso. Poi il coraggio di chiedere aiuto ad una vicina, di fare i conti, lui così piccolo e indifeso, con la dura realtà. 

«È nera, la mamma ha la faccia tutta nera!»

Come si legge su Il Corriere della sera che per primo ha riportato la terribile notizia e raccolto il racconto straziante del bambino: «’Le parlavo. Speravo si muovesse’. Quando ha iniziato a fare buio, quel piccolo coraggioso ha trovato il coraggio di andare fuori, sul ballatoio. Ha bussato alla vicina piangendo disperato: ‘È nera, la mamma ha la faccia tutta nera…’. La morte aveva varcato la porta di casa sua, senza bussare, come una serpe strisciante. Il freddo, il volto nero, il silenzio tutti figli del livor mortis che fa paura ad un adulto, figurarsi ad un bambino. Purtroppo quando la vicina è entrata in casa non c’era più nulla da fare: la donna era deceduta da troppe ore. La causa un arresto cardiaco.

In cucina c’era spazzatura e sporcizia ovunque, cattivissimo odore, medicinali vari sparsi in tutta la casa

Secondo quanto riportato sempre da Il Corriere della sera negli ultimi mesi il bambino si sarebbe preso cura della madre, mettendo da parte la spensieratezza dei suoi dieci anni e nel frattempo andava a scuola, unico svago forse: «In cucina c’era spazzatura e sporcizia ovunque, con avanzi di cibo in via di decomposizione, cattivissimo odore, medicinali vari sparsi in tutta la casa, il bagno in pessime condizioni igienico sanitarie!». L’unica stanza in ordine era, infatti, quella del bambino. Forse era proprio quest’ultimo ad occuparsene, quasi a voler preservare l’ultimo residuo di un’infanzia, che di fatto infanzia non era, o forse la madre, che secondo fonti certe soffriva di depressione. La donna aveva trovato impiego in un’azienda di pulizie però spesso si assentava dal lavoro per motivi di salute, il marito, padre del piccolo, era sempre assente. Nel 2017 la Procura del Tribunale per i minori aveva pure ricevuto una segnalazione sul caso però nulla è stato poi fatto. Una tragedia che poteva essere evitata? Forse l’intervento dei servizi sociali avrebbe aiutato il piccolo e gli avrebbe evitato il peso di questa dolorosa esperienza.

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Written by Cristina La Bella

Cristina La Bella è redattrice di UrbanPost e LuxGallery. Nasce a Frosinone il 13 febbraio del 1991, quando in Ciociaria la neve non si vedeva ormai da anni e l’Italia tirava un sospiro di sollievo per la fine della guerra del Golfo. Sin da bambina sogna di diventare giornalista. Si laurea nel 2014 in "Lettere Moderne" e nel 2017 in "Filologia Moderna" all'Università La Sapienza di Roma. Il 16 aprile 2018 le viene conferito il riconoscimento di "Laureato Eccellente Sapienza" per il brillante percorso di studi. Cofondatrice di "Voci di Fondo", ha scritto, tra i tanti, con giornali quali "Prima Pagina Online", "Newsly" e "SuccedeOggi" e riviste letterarie come "Carte Allineate", "Fillide" ed "Euterpe". Nel tempo libero le piace leggere, vedere film e fare shopping. Il più grande amore: i suoi nipotini.

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