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Banca Etruria, sfiducia Boschi: ma che diavolo avrebbe dovuto fare l’opposizione?

Ipotizziamo per un attimo la migliore delle situazioni, se mai un termine come “migliore” possa essere utilizzato in un caso come quello del danno economico subito dai risparmiatori di Banca Etruria. Diamo pure per scontato che il governo abbia fatto il suo dovere e che non ci siano misteri o segreti di sorta. Ma, viene da chiedersi, un’opposizione parlamentare, che diavolo avrebbe dovuto fare in un caso come questo?

Una banca naviga in cattive acque e il governo la salva tramite un decreto che ha un effetto collaterale, quello di azzerare il valore di obbligazioni sulle quali un gran numero di risparmiatori ha investito, chi più chi meno. Nel governo c’è un ministro che è la figlia di uno degli ex componenti del Cda della stessa banca. Un componente che in seguito diventa pure vice-presidente del medesimo istituto, pur solo per qualche mese. Pare ovvio , da parte delle opposizioni, M5S in testa ma non solo lui, chiedere spiegazioni, chiedere di venire a riferire in aula, chiedere anche una verifica parlamentare sulla fiducia nutrita nel ministro Boschi.

Ha vinto lei? A dire il vero la questione principale non è parso stesse proprio nella vittoria o nella sconfitta, ma tanto meglio così, vuol dire che la fiducia in Maria Elena Boschi c’è ed il governo è solido. Detto questo, perché diavolo il tutto dovrebbe trasformarsi in “un boomerang per M5S” che, per quanto criticabile sotto vari aspetti, ha fatto esattamente quel che dovrebbe fare e soprattutto quel che i cittadini si aspettano da un’opposizione con la O maiuscola?

Fare le pulci al governo ed ai suoi membri è proprio ciò andrebbe fatto ogni santo giorno da chi al governo non è. Da chi insomma, non è deputato a decidere del destino del Paese, ma è deputato a verificare le decisioni prese da chi è caricato di quella responsabilità. E visto che le decisioni le prendono donne e uomini, va benissimo che, in casi di particolare delicatezza, s’instaurino verifiche anche sulle persone. Certo la mozione di sfiducia ad un ministro non è un qualcosa da mettere in pratica ogni due per tre, ma far sapere al governo che c’è comunque qualcuno che è lì a vigilare e che ha anche il coraggio di fare azioni di grande rilevanza, non è per niente sbagliato, anzi, è uno dei cardini sui quali si fonda la democrazia.

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