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Banche a rischio in Italia: Banca Carige tra ultimatum BCE e indagine della Procura di Genova

L’ultimatum di Francoforte è secco: o Banca Carige “sistema” la sua capitalizzazione, oppure il rischio fallimento è dietro l’angolo. Non c’è pace per l’istituto ligure che negli ultimi due anni ha cambiato più volte i suoi amministratori, senza mai uscire dal tunnel della crisi in cui versa: ora è la Banca Centrale Europea (BCE) ad intervenire con un vero e proprio ultimatum. La Banca d’Italia era intervenuta nel novembre dello scorso anno, sottolineando come Carige avesse una capitalizzazione troppo esigua e come le risorse non fossero sufficienti a soddisfare la domanda per i successivi 12 mesi. Di lì a poco Carige avrebbe ricevuto l’impegno degli azionisti principali a sostenere l’aumento di capitale di 560 milioni di euro, ma anche questa operazione è risultata “insufficiente”. La banca ha accumulato perdite di quasi tre miliardi di euro dal solo 2013.

Banche a rischio fallimento in Italia: Banca Carige tra ultimatum BCE e indagine della Procura di Genova

Solo sette giorni fa, Banca Carige ha perso il suo più importante azionista e vicepresidente, Vittorio Malacalza, dimessosi per persistenti disaccordi con il consiglio di amministrazione della banca. Attualmente Malacalza detiene il 20,6% della banca dopo aver preso parte a diversi aumenti di capitale. L’ex vicepresidente, secondo quanto riferisce la Reuters, ha dichiarato di aver chiesto la rimozione del consiglio di amministrazione in difficoltà. Si arriva quindi a ieri, 23 luglio 2018, quando nel pomeriggio la stessa Banca Carige ha comunicato di aver ricevuto, due giorni prima, una lettera della BCE. Nella missiva Francoforte boccia il piano di conservazione del capitale dell’istituto presentato a fine giugno, dà cinque mesi di tempo all’istituto per «ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali» e indica la via della salvezza di Carige in una «aggregazione aziendale». Dallo scorso gennaio Carige non rispetta i requisiti patrimoniali richiesti dalla vigilanza della BCE e, più in dettaglio il coefficiente di capitale totale (al 12,243% rispetto al 13,125% richiesto). Altre opzioni? Non esistono. O meglio, non sono menzionate dalla BCE e forse è meglio così. Vittorio Malacalza ha detto che i dirigenti che attualmente guidano Carige non potrebbero essere incaricati di sovrintendere alle nuove misure richieste dalla BCE.

E per concludere oggi CNBC cita l’agenzia Reuters secondo cui Carige sarebbe attualmente sotto inchiesta per possibili manipolazioni del mercato. Secondo l’agenzia di stampa, Carige sta cooperando “pienamente” con le autorità. È stato inoltre riferito che Carige ha reso disponibili tutti i verbali di tutte le riunioni del consiglio di amministrazione e degli azionisti tra il 2017 e il 2018, nonché le lettere scambiate con la BCE. La banca non ha commentato ulteriormente la notizia. La conferma però arriva dal quotidiano Il Secolo XIX secondo cui la Procura di Genova ha aperto un’indagine per abuso di mercato. “Ieri mattina –  scrive il quotidiano genovese – la Guardia di finanza si è presentata nella sede centrale chiedendo tutti i verbali dei consigli d’amministrazione e delle assemblee degli azionisti svoltisi dal gennaio 2017 ad oggi, oltre alle lettere ricevute dalla Bce nello stesso biennio”.

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Written by Andrea Monaci

49 anni, è direttore editoriale di Urbanpost.it fin dalla sua fondazione nel 2012. Ha iniziato la sua carriera nel 1996, si è occupato principalmente di lavoro, criminalità organizzata e politica. Ha scritto per "Il Secolo XIX", "Lavoro e Carriere", "La Voce dei Laghi", "La Cronaca di Varese".

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