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Banche: i depositi dei conti correnti potrebbero non essere più garantiti

Se le autorità della UE  dovessero accogliere il suggerimento della BCE, i depositi di liquidità nelle banche a rischio fallimento, anche quelli sotto i 100 mila euro e quindi in teoria tutelati dal Fondo di garanzia del Ministero del Tesoro, potrebbero essere congelati dalle autorità. Significa che non si potrà prelevare dai propri conti correnti, per un tempo prestabilito dalle autorità nazionali competenti.

Ma chi vuole questo provvedimento, di fatto la fine della garanzia sui depositi bancari? Parlamento Europeo e Consiglio d’Europa hanno chiesto “consiglio” alla BCE su come rivedere le norme per gestire le crisi bancarie. Nel documento di Francoforte, si parla apertamente di modificare la Direttiva sulle risoluzioni bancarie (BRRD) in modo che il pagamento di determinate obbligazioni, di certe passività bancarie, possa essere sospeso su decisione delle autorità competenti, sentita l’autorità di risoluzione.

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Tra queste passività nel documento BCE rientrano dunque anche i depositi di liquidità fino a 100 mila euro. Scrive Francesco Lenzi, nel suo blog “Draghi e Gnomi” sul Sole24 Ore:

“In sostanza si scrive che, prima che una banca venga dichiarata “failing or likely to fail”, che venga quindi attivata la procedura per la risoluzione della crisi, le autorità competenti possono decidere di sospendere il ritiro dei depositi. La sospensione, da attivare solo in casi eccezionali, per non più di 5 giorni, e consentendo la possibilità di piccoli prelievi giornalieri, costituirebbe però, a mio avviso, un precedente in grado di riportare molti anni indietro il modo di funzionamento del sistema finanziario.”

Una modifica che se approvata avrebbe conseguenze pesantissime sui consumatori. La garanzia sui depositi bancari, istituita per la prima volta negli Stati Uniti nel 1829 nello stato di New York e poi estesa nel 1933 a tutti gli USA da un atto dell’allora presidente Roosevelt, è una dei fondamenti su cui poggia la stabilità dei mercati finanziari. Se fosse approvata la modifica suggerita dalla BCE le conseguenze potrebbero essere incalcolabili. Potrebbe verificarsi una corsa al prelievo dai conti correnti, anche da quelli con depositi meno significativi, con ricadute sulla solvibilità degli stessi istituti di credito.

Ma l’aspetto più grave è la messa in discussione del concetto stesso di garanzia dei depositi. Se il deposito bancario ha lo stesso valore della moneta in circolazione è dovuto al fatto che esiste una terza parte a garanzia del rapporto di conto corrente con la banca. Altrimenti il deposito sarebbe assimilabile a qualsiasi altra passività bancaria, non più scambiabile, a semplice richiesta e in rapporto fisso di 1 a 1, con la moneta in circolazione.

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