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Banco alimentare della Lombardia: povertà cresce del 9%, 568mila poveri in regione

E’ stato presentato oggi il bilancio sociale 2014 del Banco Alimentare della Lombardia, l’ente non profit che opera nella regione dal lontano 1996. Dai dati emersi, nonostante il calo del 7% a livello nazionale, la Lombardia vede la povertà assoluta crescere del 9%.

A dispetto dei primi segni di ripresa economica, dovuti anche a elementi di fiducia quali l’Expo appena concluso, la parte di popolazione più povera sembra non riuscire a rialzarsi: come spesso accade in periodi di crisi economica, la ripresa parte infatti dagli strati più alti della popolazione e del mercato. Dai dati emersi dal bilancio sociale 2014 del Banco Alimentare, la Lombardia – regione da sempre trainante del mercato italiano – si trova in uno stato di inaspettata controtendenza: se a livello nazionale la povertà assoluta è diminuita del 7%, in Lombardia è cresciuta del 9%. Ma a cosa è dovuto tutto ciò? Roberto Vassena, presidente del Banco Alimentare della Lombardia, spiega che “Alla crisi economica che continua a interessare le famiglie italiane si è aggiunta quest’anno una situazione straordinaria di richiesta di aiuto a supporto dell’ondata migratoria che ha riguardato la nostra Regione. Un’emergenza che abbiamo tutti insieme saputo gestire, sinergizzando al massimo gli sforzi e la collaborazione fra Governo della Regione ed enti caritativi” Nel 2014, gli stranieri in Italia hanno raggiunto i 5 milioni, l’8,2% della popolazione, e di questi circa 3,5 milioni sono immigrati: la loro presenza ha inoltre contribuito a portare l’indice di povertà assoluta delle famiglie numerose ad oltre il 23%. Dal bilancio sociale emerge però un altro dato allarmante: i minori tra 0 e 17 anni in condizioni di povertà sono quasi 76 mila e ciò significa che un bambino ogni dieci è in condizioni di disagio economico e sociale e diventa un bambino ogni tre se si parla di minori stranieri. A propropisto dell’emergenza immigrati, Roberto Vassena aggiunge che “questo nuovo scenario di povertà rischia di diventare un assetto strutturale del prossimo futuro”.

In questo scenario di emergenza si inserisce Banco Alimentare della Lombardia, una di quelle associazioni non profit che – come spiega Vito Moramarco, Presidente di ALTIS (Alta Scuola Impresa e Società dell’Università Cattolica) – è entrata nell’ottica del management responsabile. Cosa succederebbe, infatti, se non esistesse il Banco Alimentare? Solo lo scorso anno ha infatti assistito più di 245mila persone bisognose, il 43% dei poveri presenti in Regione Lombardia nel 2014: per fare ciò, ABAL ha raccolto nel solo 2014 oltre 13mila tonnellate di cibo, provenienti da aziende sostenitrici e dalle collette alimentari, che si sono trasformate in 76.700 pasti distribuiti ogni giorno dalle 1289 strutture caritative accreditate. Infine, con oltre il 60% del cibo ottenuto tramite il recupero dalla Filiera Alimentare, l’Associazione Banco Alimentare della Lombardia svolge anche una funzione fondamentale per la riduzione dell’impatto ambientale conseguenza del cibo sprecato in Italia che, comunque, si attesta a 1,2 milioni di tonnellate l’anno (50kg di alimenti/famiglia ogni anno).

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