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Bankitalia: crisi colpevole della distruzione di tutti i settori dell’industria italiana

Situazione disperata per Bankitalia. La sintesi dello studio sul sistema industriale italiano, ha rivelato che la crisi ha distrutto tutti i comparti dell’industria italiana: “La perdita di produzione ha assunto dimensioni preoccupanti e ”in tutti i comparti industriali i livelli produttivi sono inferiori a quelli precedenti la crisi”.

Costi dell’energia e tassazione, hanno inciso in maniera pesantemente negativa sull’economia del paese, rendendo la vita molto difficile alle imprese. A questo si sono aggiunte le difficoltà del made in Italy di inserirsi in contesti competitivi di lungo periodo, non a caso in questi giorni abbiamo assistito al trasferimento all’estero di due grosse aziende Italiane: Loro Piana e Pernigotti. Il tessile e le calzature hanno mostrato dall’aprile 2008 un calo del 30,7 e del 39,3% ma se si sale alla seconda metà degli anni novanta è il calo è del 50-70%.
Produzione Industriale in Calo


Lo studio di Bankitalia indica carenze ma anche possibili aree di intervento: “I prezzi sostenuti dalle aziende italiane per gli acquisti di energia elettrica, che costituiscono oltre la metà delle spese energetiche delle imprese industriali, sono superiori di circa il 30% rispetto alle loro concorrenti europee”. Facendo due calcoli, la crisi attuale è la più intensa dalla fine della seconda Guerra Mondiale: dal 2007 il Prodotto interno lordo è sceso di 7 punti. A preoccupare gli esperti di Bankitalia è la perdita della produzione, anche nel confronto con i vicini francesi e tedeschi. Dall’aprile 2008 a dicembre 2012 la flessione è stata del 52,2% nel comparto degli elettrodomestici e del 51% per gli autoveicoli. Per l’industria del legno, compreso il settore dei mobili, il crollo è stato del 45%.

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