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Banksy apre il negozio online, la provocazione: «Vende arte, oggetti per la casa e delusione»

La notizia viene annunciata su Instagram: Banksy, il famosissimo e allo stesso tempo sconosciuto artista di strada, apre un negozio online con la dicitura «Vende arte, oggetti per la casa e delusione». L’opening, che segue l’apertura dello store di Londra, mostra già lo stile ironico e provocatorio dello street artist a partire dal nome “Gross Domestic Product™”, dal significato equivoco. La dicitura che è sia il termine economico anglosassone per dire “Prodotto interno lordo”, sia – letteralmente – “Disgustoso oggetto per la casa”, la dice lunga sulla canzonatura del maestro dei murales. Nello store virtuale è possibile trovare gli oggetti esposti fisicamente da due settimane nella vetrina del negozio di Croydon, a sud della capitale britannica. Paradosso? L’ingresso nel temporary shop, la cui chiusura è stata annunciata tra un paio di settimane non è consentito. La gente, in coda davanti all’esposizione, può ammirarne le vetrine solo da fuori.

Banksy, negozio online: ecco cosa è possibile acquistare

I prezzi degli oggetti in vendita nel negozio online partono dalle 10 sterline – di una vecchia lattina di vernice spray – per arrivare alle 850 del giubbotto ‘John Bull’ “indossato – come si legge nella descrizione del prodotto – da Stormzy al festival di Glastonbury (perché lì è molto pericoloso)”. Vi è poi la ‘Clutch bag’ “in vero mattone della casa reale perfetto per le persone che non trasportano molto ma che potrebbero aver bisogno di colpire qualcuno”, per la modica cifra di 750 sterline o la maglietta con la “Ragazza con palloncino”, opera che si dematerializzò durante l’asta di Sotheby’s dopo esser stata aggiudicata da un compratore. Provocatoria la parte sotto tagliuzzata per ricordare l’episodio.

Collaborazioni con altri artisti e beneficenza

Non solo Banksy: per gli oggetti acquistabili nel negozio online lo street artist si è avvalso della collaborazione di diversi artisti; dalla spagnola Escif con cui ha creato l’ascia di resina al costo di 750 £, all’impresa sociale Love Welcomes per la realizzazione di tappeti di benvenuto cuciti da donne rifugiate su giubbotti di salvataggio e i cui proventi andranno proprio alle donne. Non l’unico gesto di beneficenza. Anche gli introiti della vendita del camion ‘Early Learning Counting Set’ – per “l’apprendimento del conteggio di tuo figlio. Guarda quante persone possono adattarsi ad entrare nel camion mentre si ferma rapidamente” – saranno destinati alle missioni di salvataggio dei migranti nel Mediterraneo. Ma come funziona la vendita? Posto che se ne sconsiglia la registrazione ai collezionisti di arte, “A causa del numero limitato di prodotti attualmente disponibili – si legge sul sito – stiamo aprendo un sistema di registrazione. C’è tempo fino al 28 ottobre per consultare il sito e mettere nel carrello un prodotto. Seleziona un solo articolo, quindi inserisci i tuoi dati e invia la richiesta. I partecipanti verranno scelti in modo casuale e potranno effettuare un acquisto entro 7 giorni lavorativi con un metodo di pagamento sicuro”. Ma attenzione, il sito parla chiaro: “Il prodotto potrebbe rivelarsi un’esperienza deludente al momento della consegna, soprattutto se si è riusciti a effettuare un acquisto”.

Perché nasce l’idea dello store virtuale

L’idea di Banksy di vendere la sua arte nasce da una controversia con la Full Color Black: “Una società di biglietti d’auguri – ha dichiarato lo street artisti in una nota – sta tentando di impugnare i diritti che detengo per la mia arte e sta tentando di utilizzare il mio nome in modo che possano vendere legalmente la loro finta merce firmata Banksy”. Dal momento che – secondo le normative dell’Unione Europea – è lecito per una società rilevare e sfruttare un brand se questo non viene utilizzato oltre un certo periodo per scopi commerciali, Banksy ha cercato così un modo per contrastare questa dinamica.

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