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Barack Obama ed il leader Cinese Xi sulla cyber-sicurezza

Le minacce cibernetiche coinvolgerebbero soprattutto le aziende statunitensi e sarebbe volte ad acquisire informazioni riguardanti uffici legali, editori, gruppi sui diritti umani, politici, ambasciate ed agenzie federali. Secondo il noto quotidiano Washington Post, alcuni di questi attacchi sarebbero stati commissionati agli hacker proprio dal governo cinese.
Veri e proprio episodi di spionaggio informatico che, come affermano molti leader politici statunitensi, rappresenterebbero la nuova forma di terrorismo nonchè una vera minaccia per la democrazia ed i cittadini americani.

Così Obama, dopo aver incontrato una delegazione di top manager alla Casa Bianca per parlare dell’argomento relativo alla sicurezza, ha parlato con il Presidente Cinese Xi Jinping di questo ma anche della minaccia nucleare proveniente dalla Corea del Nord, della valuta e di commercio.

Barack Obama ha fatto presente il problema ed i due leader si sono impegnati a combattere questo fenomeno che, come ha detto il deputato addetto alla sicurezza Ben Rhodes “è una preoccupazione notevole che incide sui cittadini, sulla sicurezza del paese e del business”. Si tratta di una questione importante per Obama che aveva ammesso alla ABC che alcuni attacchi sono decisamente sponsorizzati da governi e dopo l’incontro ci ha tenuto a puntualizzare di aver detto con fermezza sia a Xi che ad altri leader politici, che è necessario seguire le norme internazionali in materia.

Nonostante ciò, Obama si è congratulato con Xi per la sua nuova posizione ed entrambi si sono dati altri appuntamenti. Il segretario del tesoro Americano Jack Lew sarà in Cina la prossima settimana, seguito dal segretario di stato John Kerry.
Obama ha poi fatto i complimenti al Presidente Cinese per la decisione di entrare nel G-20 per andare nella direzione di un tasso di cambio delle valute più flessibile, ovviamente per dar modo agli Stati Uniti di poter esportare in modo più concorrenziale nel gigantesco mercato Cinese. Negli ultimi tempi la Cina ha in effetti permesso allo yuan di apprezzarsi di un buon 15% nei confronti del dollari Statunitense.

Il surplus globale del commercio Cinese, unito ad un netto incremento dei costi del lavoro ha infatto reso i prodotti “made in China” meno competitivi. Lew, che ha la possibilità di dare risalto al suo ruolo, ha però affermato che lo yuan resta sottovalutato ed ha dichiarato che se non vengono presi provvedimenti per un apprezzamento maggiore, ponendo fine a questa valutazione artificiosa, le aziende manufatturiere Americane potrebbero venire danneggiate.
Affermazioni poco apprezzate da altri paesi visto che gli stessi Stati Uniti sono stati accusati di voler diminuire il valore del dollaro con una politica monetaria aggressiva. Infine, i due leader hanno parlato del problema nucleare riguardante la Nord Corea che di recente, dopo alcune sanzioni da parte delle Nazioni Unite, ha dichiarato invalido l’armistizio del ’53 che ha concluso la guerra con la Corea del Sud.

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