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Basket Nba, Marshall Plumlee e il pazzo debutto da film: ecco cosa è successo

Un’avventura pazzesca per Marshall Plumlee, nuovo giocatore dei New York Knicks con cui ha esordito, nel Basket Nba, proprio domenica sera. Cosa ha di particolare questa storia folle rilanciata dalla Gazzetta dello Sport? L’avventura compiuta da Plumlee per essere puntuale al Garden, lui arrivato a sorpresa dalla D-League.

Sono le 10 di mattina, ora locale, di domenica e Marshall riceve una chiamata d’emergenza al suo appartamento di Westchester da un dirigente dei Knicks, che gli comunica che il centro Joakim Noah è stato mandato a casa malato, e che Plumlee deve rimpiazzarlo per la partita contro gli Hawks. Solo che la gara, che si tiene al Madison Square Garden, è in programma appena due ore dopo, a mezzogiorno. Marshall gioca nella squadra affiliata ai Knicks in D-League, i Westchester Knicks, e aveva disputato una partita il sabato sera. Era rimasto fuori fino a mezzanotte con suo fratello Mason, giocatore dei Trail Blazers, in città per affrontare i Nets. La sua domenica mattina prevedeva un bel po’ di sonno, per arrivare fresco alla prossima partita del suo Westchester alle 5 di pomeriggio. “Stavo dormendo – ha ammesso – pensavo di poter riposare un po’, immaginatevi venire svegliati da una voce che dice: ‘Abbiamo bisogno che tu difenda su Dwight Howard'”.

Preso il treno diretto a Grand Central, Plumlee sembrava in tempo per il riscaldamento, ma non aveva fatto i conti con il traffico. Bloccato in un taxi in mezzo alle macchine, il giocatore ha tirato fuori 60 dollari per corrompere il tassista e farlo passare col rosso in almeno un’occasione. Quando si è reso conto che non sarebbe bastato, l’atleta è saltato fuori dal veicolo e si è diretto di corsa al Garden: “Sono scattato più velocemente possibile, il mio cellulare stava esplodendo da tutti i messaggi che mi chiedevano dove fossi. Penso non si rendano conto che quei messaggi rallentano e basta, quindi ho messo via il telefono e alla fine sono arrivato. ‘Ti devi riscaldare?’ Mi hanno detto, ma ho risposto di no perché ero arrivato di corsa”. Arrivato a metà del primo quarto, Marshall ha fatto il suo debutto a metà del secondo, rimpiazzando Kyle O’Quinn e giocando un totale di 5′ e 26”. Un debutto che non si sarebbe mai immaginato, e naturalmente Marshall sarebbe potuto essere più pronto. “Non è colpa di nessuno – ha sottolineato – nessuno avrebbe potuto prevederlo. Mi hanno mandato alla D-League per crescere, e sto migliorando”.

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