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Beata Ignoranza recensione: Marco Giallini e Alessandro Gassman e il trattato di sociologia della comunicazione (TRAILER)

Beata Ignoranza recensione: Marco Giallini e Alessandro Gassman nel trattato di sociologia della comunicazione

Beata Ignoranza recensione. Da giovedì 23 febbraio 2017 è disponibile nelle sale cinematografiche il nuovo lavoro cinematografico di Massimiliano Bruno con la coppia ‘romanaccia’ composta da Alessandro Gassman e Marco Giallini. Un film commedia, Beata Ignoranza, capace di trattare con il sorriso sulle labbra temi scottanti. A esempio? Qual è il ruolo della comunicazione nella società di oggi? Come viene evidenziato sociologicamente questo aspetto? E ancora, in Beata Ignoranza, film italiano al cinema da giovedì 23 febbraio 2017, non mancano sottotemi. Dal concetto di amicizia a quello di padre. Tutto sviscerato in una commedia agro-dolce che sfiora i tratti del dramma e si mantiene su un binario ‘catartico’.

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Beata Ignoranza recensione: Apocalittici vs Integrati

Beata Ignoranza recensione. Marco Giallini vs Alessandro Gassman. Una coppia cinematografica in antitesi in precedenti lavori. Come non ricordare “Se Dio Vuole”, film in cui emerge il contrasto tra un medico e un prete. Questa volta, invece, i due attori romani sono chiamati a sviscerare temi di sociologia della comunicazione. Potremmo soffermarci proprio sul grande scontro che ha preso piede nell’ambito di questa disciplina nel corso del ‘900: da una parte gli apocalittici, dall’altra gli integrati. Chi rifiuta la tecnologia e l’evoluzione – nello specifico i new media – e chi ne è ormai assuefatto. Una medaglia, la comunicazione, vista ambo le facce. È questo il buon lavoro del regista Massimiliano Bruno con Beata Ignoranza.

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Il genere resta la commedia, e non potrebbe essere altrimenti con una coppia come Marco Giallini e Alessandro Gassman. Ma non mancano i passaggi di tensione. Si colgono, nel corso della pellicola (di cui sveleremo pochissimo al fine di evitare spoiler), citazioni di Marshall McLuhan il sociologo canadese che teorizzò il “Villaggio globale”. Tutto questo nell’anno 2017 che si è aperto con una grave perdita per il mondo della sociologia della comunicazione con l’addio a Zygmunt Bauman, teorico della società liquida.

Di particolare interesse è la massima espressa dalla “terapeuta”, interpretata dalla brava Michela Andreozzi. “Non è il mezzo che porta alle patologie, ma è l’uso che se ne fa.” E il paragone è calzante se si pensa che, dati statistici alla mano, una delle armi più utilizzate per l’omicidio è il cuscino. Ma l’ideato del cuscino non voleva creare un’arma. Così come la rete non può essere “oggetto del crimine”. Perché è oggetto. E l’utilizzo dipende da chi ne fa uso.

Beata Ignoranza recensione: il ruolo del padre

Nella recensione di Beata Ignoranza, il film commedia con Marco Giallini e Alessandro Gassman al cinema da giovedì 23 febbraio 2017, si può cogliere anche un sotto-tema. Al di là della comunicazione e della sua importanza quotidiana, nella società odierna, viene trattato anche il concetto di padre e del suo ruolo. Chi è davvero padre? Chi “procrea” biologicamente oppure chi cresce e accudisce il figlio?

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Beata Ignoranza recensione: il concetto di amicizia

Beata Ignoranza recensione, qual è il significato di amicizia? Alessandro Gassman e Marco Giallini, come spesso hanno fatto nel corso della loro filmografia, affrontano con particolare interesse il concetto di amicizia. In Beata Ignoranza, infatti, tutto il film ha come filo conduttore il sentimento di amicizia e odio tra i due personaggi principali.

Beata Ignoranza recensione: trama

Beata Ignoranza recensione. Ecco la trama del film realizzato da Massimiliano Bruno.

Ernesto e Filippo sono due professori di liceo con due personalità agli antipodi.
Filippo insegna matematica, è allegro, open minded, perennemente online. Bello e spensierato, è un vero e proprio seduttore seriale, e il suo terreno di caccia preferito sono i social network. È seduttivo anche con i suoi studenti: ha creato un’app in grado di fornire immediatamente la soluzione a ogni tipo di calcolo.

Ernesto insegna italiano, è severo e all’antica: il computer, per lui, è solo un aggeggio infernale. Queste sue caratteristiche si riflettono anche nel rapporto con gli studenti, animato da uno spirito di austerità d’altri tempi. Si è orgogliosamente tagliato fuori dalla rete e da tutto ciò che è innovativo e moderno: basti pensare che il suo telefono cellulare è un Nokia del 1995.

Da ragazzi erano legati da un’amicizia fraterna, poi bruscamente interrotta a causa di uno scontro profondo e mai risolto, che li ha tenuti lontani per anni. Un giorno, per caso, si ritrovano a insegnare nella stessa scuola, nella stessa classe: inevitabilmente, a causa di vecchi rancori mai sopiti e di approcci al mondo e alla vita completamente opposti, la loro rivalità si riaccende in un attimo.

Il passato ripresenterà loro il conto nelle sembianze di Nina, una ragazza che li costringerà a sottoporsi a un semplice esperimento, che si rivelerà per entrambi un’enorme sfida: Ernesto dovrà provare a mettersi nei panni di Filippo, e viceversa. Ciascuno dovrà rinunciare alle proprie certezze: Filippo sarà fuori dalla rete, Ernesto invece proverà a entrarci. 

Beata Ignoranza recensione: cast

Beata Ignoranza recensione, ecco il cast.

  • Marco Giallini: Ernesto
  • Alessandro Gassmann: Filippo
  • Valeria Bilello: Margherita
  • Carolina Crescentini: Marianna
  • Teresa Romagnoli: Nina
  • Giuseppe Ragone: Gianluca
  • Malvina Ruggiano: Costanza
  • Emanuela Fanelli: Iris
  • Luca Angeletti: Nazi
  • Luciano Scarpa: Mayer
  • Teodoro Giambanco: Lorenzo
  • Riccardo D’Alessandro: Semprini
  • Susy Laude: Sig. ra Zaccarelli

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